Meno opportunità di carriera, stipendi più bassi e poca attenzione: è questa la fotografia del lavoro femminile in Italia secondo un recente sondaggio di Hays, uno dei gruppi più forti nel recruitment specializzato su 150 professioniste.

Intervistate su che cosa significhi rapportarsi con capi, colleghi e dipendenti, senza rinunciare alla propria femminilità, le donne hanno evidenziato l’arretratezza culturale del nostro Paese, i pregiudizi, gli scarsi incentivi per le mamme lavoratrici e, infine, le posizioni ai vertici, ricoperte quasi esclusivamente da uomini.

«Nonostante rispetto al passato siano stati fatti passi avanti, alcuni dei dati che emergono dal sondaggio fanno riflettere», afferma Sofia Cortesi, Finance Director di Hays. «le lavoratrici italiane, si sentono quasi in dovere di sacrificare qualcosa pur di perseguire il successo e la carriera. Il 43%, per esempio, afferma di aver rinunciato alla propria femminilità sul posto di lavoro, adottando un atteggiamento più maschile per potersi fare strada, mentre il 44% afferma di aver addirittura sacrificato la propria famiglia».

«La parità sul lavoro è una realtà che, al momento, esiste solo sulla carta», parola di Erika Perez, Director Hays Executive, «le donne rappresentano una grande potenzialità che ancora non si riesce a valorizzare completamente». Ma servono uguali diritti