Motivazione, riconoscimento e opportunità di crescita: ecco che cosa spinge i professionisti del settore It

Viaggio nella terra promessa del lavoro nel settore It. Lo compie la società specializzato nell’ambito del middle e top management Michael Page intervistando oltre 500 professionisti italiani. Quali sono i risultati? Nonostante la motivazione (52,9%) e la disponibilità a cambiare persino regione di fronte a una grossa opportunità di carriera (77%), la nota che colpisce di più è il livello di stress che colpisce il comparto, in particolare tra gli uomini. E le signore? Hanno ben altri problemi. Impiegate in particolare nella consulenza (40%) in un ambito comunque prevalentemente maschile, il gentil sesso laenta il livello di stipendio e le scarse opportunità di carriera anche a fronte di un trattamento paritario con i colleghi uomini.

CHI SONO. Ma chi compone il campione? il 91% è costituito da uomini, il 9% da donne; l’8% ha un’età al di sotto dei 35 anni, il 54% fra i 36 e i 45 anni e il 38% oltre i 45 anni. Il 26% ricopre questo ruolo nell’industria, il 25% nella consulenza e il 15% nel settore banca e assicurazioni. Infine, il 33% è in possesso di un diploma, il 24% di una laurea di secondo livello e il 23% di una laurea in Ingegneria. Nel 32,8% dei casi si tratta di persone che lavorano a progetti trasversali (e , nel 21,3% di software, per il 13,3% di infrastrutture e di progetti Erp per il 13,1%. Ottimo il livello di retribuzione e altissimo il livello di occupazione (93,2%). Il 52,7% guadagna tra i 35 e i 55 mila euro. In particolare, tra chi si occupa di software il 70,4% percepisce uno stipendio inferiore ai 55mila euro annui, mentre chi gestisce progetti trasversali guadagna più di 55 mila euro.

INSODDISFAZIONE. Si dichiara motivato il 52,9% degli intervistati. Importante fonte di soddisfazione sarebbe il riconoscimento, che però è un elemento poco diffuso all’interno degli attuali contesti di lavoro: lo ritiene importante il 96,8%, ma solo il 32,4% pensa di averne all’interno del proprio ambiente lavorativo. In quanto allo stress, solo il 37,5% dichiara di non vivere situazioni stressanti. Dai dati emerge inoltre che il settore It è caratterizzato da staticità delle posizioni: i due terzi del campione, pari al 64,8%, lavora da almeno quattro anni nella stessa azienda. Interrogati circa il futuro, il 74,4% ha una percezione positiva del mercato e dell’evoluzione dei settori It.

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E se un’azienda vuole attrarre un talento It? 1Le motivazioni che spingono questi professionisti a cambiare azienda sono in primis lo stipendio (67,1%), poi la chiara definizione del ruolo e delle responsabilità (53,4%) e un chiaro percorso di carriera (41,8%)», dichiara Angela Battaglia, responsabile divisione Technology di Michael Page. «Per il 37,2% la dimensione ideale dell’azienda in cui lavorare in futuro è irrilevante. E, contrariamente a quanto comunemente si può pensare, ben il 77,1% è disposto a trasferirsi in un’altra regione a fronte però di un piano di carriera importante o pacchetti retributivi migliorativi di una certa rilevanza».