Enrico Letta © Getty Images

Nella foto, Enrico Letta.
In Europa ci sono almeno 15 milioni giovani sotto i 30 anni ce non studiano, non frequentano corsi di formazione, non lavorano; in Italia, sono 2,2 milioni (uno su quattro)

Un minor costo del lavoro sulle nuove assunzioni, un accesso più semplice all’apprendistato, una maggior flessibilità in entrata e una riorganizzazione dei centri pubblici per l’impiego. Sono le novità annunciate dal presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, e che saranno varate adottate entro questa settimana dal governo italiano per far fronte alla “piaga della disoccupazione giovanile”; un tema all’ordine del giorno non solo in Italia ma in tutta Europa, che sarà affrontato in occasione del prossimo Consiglio europeo del 27 e 28 giugno.
Proprio in vista di questo importante appuntamento il premier italiano – attraverso un articolo pubblicato dal Financial Times – ha sottolineato l’importanza di trovare un accordo “su un insieme di misure comuni e sulla creazione di u quadro per rafforzare le azioni a livello nazionale. Una soluzione al problema della disoccupazione giovanile – continua – potrà giungere solo da una combinazione di iniziative nazionali e comunitarie”. Non basterà una dichiarazione di intenti, sottolinea il premier italiano, al prossimo Consiglio europeo l’Unione dovrà dimostrarsi capace di “fungere da moltiplicatore e sostenitore delle riforme interne”.

L’articolo integrale di Enrico Letta