Manager digitale

Qual è l'identikit del manager 4.0? Quali sono le qualità che i leader devono avere per condurre le loro aziende nel lungo processo della rivoluzione digitale? Ha provato a identificarle Exs, società che si occupa di «executive search» all’interno di Gi Group (multinazionale italiana specializzata nei servizi dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro), che ne ha elencate cinque distintive e strategiche

Le cinque qualità del manager 4.0

La prima qualità che non può mancare nell'identikit del manager 4.0 è la consapevolezza del contesto, e cioè la capacità di comprendere i fattori di riferimento delle relazioni che concorrono a determinare opportunità e criticità. Copiare dall'esterno non è sbagliato, anzi: bisogna essere in grado di guardarsi attorno e identificare convergenze e possibilità da mutuare.

La seconda qualità è la visione, e quindi l’abilità nel comprendere e anticipare le direzioni di sviluppo del mercato e i bisogni insoddisfatti dei clienti per scattare una fotografia chiara del futuro dell’azienda e la giusta strategia per realizzarla.

Terzo, non si può fare innovazione se non si è ambasciatore dell’innovazione. Queste figure devono essere il primo testimonial della rivoluzione digitale all’interno della propria impresa, per favorirne l’adozione da parte della propria organizzazione prima che dal mercato stesso, e deve essere al contempo anche un “facilitatore generazionale”, favorendo l'integrazione tra la creatività dei millenials e la competenza degli addetti senior. 

La disponibilità ad accettare l’errore è fondamentale quando si percorrono terreni inesplorati ed è una delle sfide più impegnative per un executive, in termini di auto apprendimento. E, secondo Exs, sarà decisiva per portare risultati migliori nel prossimo futuro.

Ultimo ma non ultimo, c'è la capacità di ridurre la complessità, cioè di rendere i processi interni più facilmente leggibili per l’organizzazione e di far percepire l’innovazione, qualunque essa sia, un qualcosa di piacevole.

Un identikit vincente

«Il saper ammettere errori è indubbiamente la qualità più difficile da mettere in campo in un momento di forte pressione generalizzata sui risultati di breve, in cui non è facile concedersi la possibilità di sbagliare e il tempo di portare risultati, considerando che un cambiamento in genere richiede in media almeno 18 mesi di implementazione», dice Pasquale Natella, amministratore delegato Exs che indica anche il background ideale: un po' tecnico e un po' business, con importanti soft skills in termini di di leadership (a livello organizzativo, relazionale e cognitivo).