Matteo Renzi

Matteo Renzi © Getty Images

Contratto con tutele crescenti per i neoassunti, una rete estesa di ammortizzatori sociali rivolta in particolare ai precari, ma che preveda anche una garanzia di reddito per i disoccupati proporzionale alla loro anzianità contributiva. Drastica riduzione delle forme contrattuali, a partire dai Co.co.pro, in favore del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, affiancato a una disciplina per i licenziamenti economici che permette alle imprese di poter lasciare a casa un dipendente – con un giusto indennizzo economico – senza l’obbligo di reintegro disposto dall’autorità giudiziaria. Sono questi i principali punti approvati dalla Direzione del Pd, che con una larga maggioranza ha approvato le linee proposte dal segretario del partito e presidente del Consiglio, Matteo Renzi (Il video del discorso di Renzi alla direzione Pd). Le linee guida, riassunte qui sotto, saranno il pilastro su cui si baserà il Jobs act, che mercoledì 1° ottobre riprenderà il cammino in aula al Senato.

A SOSTEGNO DI PRECARI E DISOCCUPATI. Una rete più estesa di ammortizzatori sociali rivolta in particolare ai lavoratori precari, con una garanzia del reddito per i disoccupati proporzionale alla loro anzianità contributiva e con chiare regole di condizionalità attraverso un conferimento di risorse aggiuntive a partire dal 2015.

BASTA CO.CO.PRO. Una riduzione delle forme contrattuali, a partire dall’unicum italiano dei co.co.pro., favorendo la centralità del contratto di lavoro a tempo indeterminato con tutele crescenti, nella salvaguardia dei veri rapporti di collaborazione dettati da esigenze dei lavoratori o dalla natura della loro attività professionale.

TERZO SETTORE. Servizi per l’impiego volti all’interesse nazionale invece che alle consorterie territoriali, integrando operatori pubblici, privati e del terzo settore all’interno di regole chiare e incentivanti per tutti.

SÌ AI LICENZIAMENTI. Una disciplina per i licenziamenti economici che sostituisca l’incertezza e la discrezionalità di un procedimento giudiziario con la chiarezza di un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità, abolendo la possibilità del reintegro. Il diritto al reintegro viene mantenuto per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa qualificazione specifica della fattispecie.