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Il salario minimo potrebbe diventare una realtà anche italiana. È questa infatti la principale novità contenuta nel prossimo decreto attuativo del Jobs Act, relativo alle politiche attive, finalizzato a rivoluzionare le regole del collocamento.
L’Italia, insomma, si adeguerebbe a una prassi già invalsa in Europa: la stessa Germania ha introdotto, la scorsa estate, il salario minimo, fissandolo a 8,5 euro l’ora. Quello italiano potrebbe essere però inferiore: la cifra non è stata ancora definita ma si vocifera di 6,50 o 7 euro l’ora. Non di più. La preoccupazione è infatti che il salario minimo possa inficiare i voucher, ossia i buoni lavoro per le prestazioni occasionali il cui valore è di 7,5 euro l’ora. Il salario minimo si andrebbe ad applicare a tutti quei settori che non sono ancora regolamentati da un contratto nazionale, nonché a quei contratti di collaborazione ancora esistenti. Perché la norma abbia effetto, il governo deve però prima confrontarsi con i sindacati. E non è detto che quest’ultimi siano così entusiasti della proposta…