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La riforma del lavoro non è stata ancora approvata e già si moltiplicano i rumors sui contenuti delle bozze dei decreti attuativi.

A riportarli è il Corriere della Sera , che anticipa come potrebbero venir regolamentati gli indennizzi.

NUOVE REGOLE. Stando alle informazioni riportate dal quotidiano, nel caso di licenziamenti disciplinari che non prevedono il reintegro, l’indennizzo sarà di tipo risarcitorio, ossia sotto forma di detassazione.

Qualora invece il licenziamento fosse economico e riguardasse i nuovi contratti, ossia quelli a tutele crescenti, l’orientamento sarebbe quello di prevedere un’indennità minimo di 12 mensilità, fino a un massimo di 24, dell’ultima retribuzione globale di fatto.

QUESTIONE ANZIANITA'. Tale indennità terrebbe conto del numero di dipendenti, della dimensione dell’attività economica, del comportamento e delle condizioni delle parti ma soprattutto dell’anzianità del lavoratore. A differenza del passato, verrebbe però corrisposto 1,5 mensilità, anziché una sola, per ogni anno di anzianità. Tuttavia, per le imprese il cui numero di dipendenti è compreso tra 15 e 100, verrebbe applicato un decalage.

Dal canto suo, però, la politica getta acqua sul fuoco, negando l’esistenza stessa delle bozze sui decreti: «Se ci sono vorremmo vederle», commenta Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. «Il ministro mi ha detto che non esistono e mi ha proposto un tavolo della maggioranza per scriverli insieme».