Da novembre, il governo premia le agenzie e i centri pubblici per l’impiego che riusciranno a trovare un lavoro a tempo indeterminato a una persona disoccupata da almeno quattro mesi: a ciascuno di loro verrà erogato un assegno di ricollocazione, il cui valore oscillerà tra i mille e i 5 mila euro. È questa la novità prevista dalla fase due del Jobs Act: aiutare concretamente le persone a trovare lavoro, attraverso un sistema di incentivi rivolto alle agenzie e ai centri pubblici per l’impiego. La somma non verrà riscossa dal lavoratore, bensì da questi uffici. Più è stato impegnativo il lavoro svolto, maggiore sarà il premio monetario percepito.

COME FUNZIONA. Lo strumento si fonda su solide basi scientifiche, poiché utilizza un algoritmo. In base a una serie di parametri, quali per esempio l’età del disoccupato e la regione di appartenenza, si assegna un voto da uno a 10 all’impiego trovato: più il lavoro di ricollocazione è stato complesso, più il voto tenderà al 10. Per esempio, per una ex infermiera di Milano, 45enne, disoccupata da un anno e mezzo, l’assegno previsto sarà di 1.700 euro. La cifra sale se invece ci si sposta in zone come la Calabria, dove la disoccupazione è una condizione molto diffusa. «Dietro questi numeri non c’è un giudizio di merito e tanto meno morale. Si tratta di un semplice calcolo statistico, costruito sui dati del passato», precisa Maurizio Del Conte, presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che ha curato il progetto.

I REQUISITI. Per poter usufruire dell’assegno è necessario che la persona in cerca di un impiego sia disoccupata da almeno 4 mesi e sia iscritta alla Naspi. Inoltre gli uffici possono riscuotere la somma solo se trovano al candidato un lavoro a tempo indeterminato.

LA FASE DI TEST. Per ora si inizierà in via sperimentale per poi andare a regime nel 2017. L’ambizione è di poter erogare già 50 mila assegni in questa prima tranche, coinvolgendo tra i 10 mila e i 20 mila disoccupati.