È pronta la nuova procedura per rassegnare le dimissioni dal lavoro, e sarà tutta online: è entrato in vigore il decreto 151 di attuazione del Jobs Act, che impone la modalità telematica per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco.

DIMISSIONI IN RETE. Il ministero del Lavoro metterà a disposizione una modulistica da compilare online per presentare le proprie dimissioni e, volendo, anche ritirarle in caso di pentimento entro sette giorni dalla compilazione; la nuova procedura vale per tutti i tipi di impiego, eccetto il lavoro pubblico, quello domestico e quello marittimo. Non sono tuttavia mancate le polemiche rispetto a questa soluzione, che fa temere alle imprese il rischio di truffe da parte degli impiegati.

I DUBBI DELLE AZIENDE. Non sussiste infatti, nella nuova modalità di presentazione della documentazione, la casistica delle dimissioni di fatto, che si attua quando il lavoratore si rende irreperibile. Confimi (Confederazione dell'Industria manifatturiera italiana) ha sottolineato come sussistano fasce di impiegati che intendono lasciare il proprio impiego, ma non presentano le dimissioni e smettono di recarsi a lavoro, inducendo l’azienda al licenziamento disciplinare: l’impresa è così costretta a pagare il cosiddetto “ticket Naspi”, e l’Inps a corrispondere 24 mensilità di indennità non meritate. Una casistica, questa, che corrisponde al 5% delle dimissioni e coinvolge decine di migliaia di impiegati: da Confimi si auspica una soluzione che tuteli non solo le aziende, ma anche lo Stato e i lavoratori onesti.