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Ntv ha deciso di far sentire la sua voce. E stavolta la protesta del Nuovo servizio di Trasporto Viaggiatori è sotto gli occhi di tutti: basta aprire un quotidiano e sfogliare qualche pagina per imbattersi nell’appello della società ferroviaria, intitolato «Il Presidente del consiglio e i viaggiatori devono sapere».

Un’intera pagina di giornale, suddivisa in otto punti, i cui destinatari sono, per l’appunto, i viaggiatori, il premier Matteo Renzi e i ministri competenti.

A spingere sul piede di guerra Ntv sarebbero stati i continui tentativi di ostruzionismo da parte di Ferrovie dello Stato,e l’alto costo pagato per il pedaggio dei treni, che finirebbe dritto nelle tasche del concorrente Ferrovie dello Stato. Una cifra, a giudizio di Ntv, poco trasparente e superiore alla media europea.

Nel mirino, anche i Tweet del senatore Maurizio Gasparri, che avrebbe definito Ntv un’azienda in fallimento, sconsigliando ai cittadini di viaggiare con Italo. Immediata la querela da parte di Ntv la quale, però, si aspetterebbe anche un reazione da parte dei politici.

«Quest’anno supereremo i 6,5 milioni di viaggiatori», ha dichiarato all’Ansa il presidente Antonello Perricone, «una cosa però deve essere chiara: nonostante i tanti ostacoli e le regole del gioco che cambiano (in peggio) ogni giorno, Ntv non molla. Rimarremo in pista, anche per evitare all’Italia l’onta del fallimento della più importante liberalizzazione degli ultimi vent’anni, ed è davvero paradossale che a preoccuparsi di questo debba essere un’impresa privata e non il governo stesso».