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Italia, che incubo per i giovani: 2,5 milioni non studiano né lavorano (Neet), cioè il 26% degli under 30. In valore percentuale solo la Grecia fa peggio di noi (28,9%), mentre ad esempio la Germania si ferma a 8,7% e la Francia a 13,8%.

La fotografia è quella del rapporto Noi Italia dell'Istat che ritrae anche una popolazione sempre più vecchia: sono 154 gli anziani ogni 100 giovani (sempre in testa la Liguria, in coda la Campania), anche se in questa classifica la Germania fa peggio di noi (158).

PIU' POVERI. Il 23,4% denuncia situazione di rischio indigenza in caso di spese impreviste e con pagamenti arretrati: parliamo cioè di 14,6 milioni di persone, come conferma il dato Caritas.

Questo perché tra i 20 e i 64 anni lavorano meno di sei persone su dieci. Nel 2013, infatti, il tasso di occupazione per questa fascia d'età è calato, scendendo sotto quota 60% (si è fermato al 59,8%). Nella graduatoria europea, solamente Grecia, Croazia e Spagna presentano valori inferiori.
QUANTE TASSE. Se non altro l'Italia conserva il tasso di imprenditorialità più elevato tra i Paesi dell'Unione europea, della quale il Belpaese riesce a doppiare la media: nella Penisola, infatti, il rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori in azienda sfiora il 30%. Pesa però il calo del pil pro capite: -6,6% tra il 2000 e il 2013 a fronte di una pressione fiscale del 43,3%.

La spesa per l'istruzione è ferma al 4,2%, meglio della Germania ma sotto la media Ue (5,3%) mentre volano solo le classifiche di inquinamento (un problema per il 34% delle famiglie) e la motorizzazione: 608 vetture per mille abitanti. Peggio fa solo il Lussemburgo.