Negli ultimi sei anni l’Italia ha perso oltre 2 milioni di occupati tra i 25 e i 34 anni, passando dai 7 milioni e 236 mila del secondo trimestre 2008 ai 5 milioni e 129 mila dello stesso periodo del 2014.
Lo scorso settembre il tasso di disoccupazione a livello giovanile era pari al 12,3%; percentuale che, come ammesso dallo stesso premier Matteo Renzi, sarà difficile ridurre sotto il 10% prima del 2018. Ma la riforma del lavoro (Jobs act) ha proprio questo obiettivo: rilanciare l’occupazione rendendo più vantaggiosi per le aziende i contratti a tempo indeterminato con la formula del contratto unico a tutele crescenti.