In Italia 5,7 milioni di lavoratori sono sovraistruiti

Se le cose non cambieranno, in futuro sarà sempre più difficile convincere i nostri ragazzi che studiare è importantissimo e può fare la differenza. Già oggi, infatti, il mondo del lavoro dice il contrario: stando al rapporto “Il mercato del lavoro” (redatto da ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal), ben 5,7 milioni di lavoratori, ossia un occupato su quattro, sono sovraistruiti. In pratica, svolgono una professione per cui sono troppo qualificati e che non richiederebbe il titolo di studio che hanno conseguito. Il risultato è che le loro competenze non vengono sfruttate appieno. Il 33% dei laureati e il 36% dei diplomati, con medie più alte nel sud e nel sesso femminile, ricadono in questa categoria. E purtroppo, da qualche anno a questa parte, il fenomeno sta crescendo senza sosta. Per quali ragioni? Da un lato, la colpa è di una domanda di lavoro che non è adeguata al generale innalzamento del livello di istruzione. Dall’altro, però, non bisogna dimenticare la mancata corrispondenza fra richiesta e offerta: le competenze possedute dai candidati spesso non sono quelle specialistiche richieste dalle aziende. Un gap evidente soprattutto nei settori della tecnologia, dell’ingegneria e del digitale.