Tito Boeri, in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore , mette sul tavolo il problema quattordicesima in ambito pensioni, alla ricerca di un criterio che porti il calcolo del bonus sotto il segno dell’equità. Intanto, si continuano a studiare le norme che regoleranno il cosiddetto Ape, l’anticipo pensionistico che verrà finanziato dal sistema finanziario, e quelle per i nuovi dirigenti dell’Inps, nel segno della riforma della Pubblica Amministrazione.

ANTICIPO PENSIONISTICO. Secondo le parole di Boeri, i processi che porteranno all’Ape si preannunciano «molto complessi perché coinvolgono lavoratori, imprese, banche, assicurazioni e l'Inps», fermandosi in particolare sul ruolo dell’Istituto, che assumerà un ruolo di coordinamento fra le varie parti coinvolte, oltre a tenere le fila delle comunicazioni con i pensionati, informandoli sulle modalità e le conseguenze della richiesta di anticipo pensionistico. Un ruolo, quello dell’Inps, che Boeri non esita a definire «consulenziale ancor prima che di erogatore di pensioni o rate di ammortamento dei prestiti pensionistici»; per questo scopo sarà fondamentale una riorganizzazione dell’ente, in particolare con il rafforzamento della sua presenza sul territorio.

EQUITÀ. Per quanto riguarda l’Ape, comunque, secondo Boeri è assolutamente legittimo permettere ai lavoratori di decidere se anticipare il proprio pensionamento (attualmente, di un massimo di 3 anni e 7 mesi), mantenendo però saldo il principio di non gravare sulle generazioni successive, aumentando il debito pensionistico, come accaduto per gli anticipi concessi nel passato. Non sarà possibile contenere al cento per cento il debito creato dall’Ape; per questo il bonus sarà concesso solo a determinate categorie di impiegati, «circoscritte e scelte con molta cura»: in particolare, ne potrebbero beneficiare i pensionati più poveri, e l’Ape potrebbe entrare a far parte del Sostegno di Inclusione Attiva (Sia) su cui il Governo sta lavorando; sulla stessa linea di pensiero sta il nuovo progetto relativo al calcolo della 14esima, attualmente quantificata sul reddito individuale, quando sarebbe invece legittimo applicarla tenendo conto del reddito familiare o dell’Isee.

PENSIONATI E LAVORATORI. Tuttavia, secondo Boeri è necessario ripensarel’intero sistema pensioni: il presidente dell’Inps ha sottolineato come, attualmente, il reddito dei pensionati è pari mediamente all’80% del reddito di un lavoratore, con una sostanziale diminuzione del gap tra le due categorie. Per Boeri,un Paese che come l’Italia registra una scarsa crescita non può continuare a preferire il sostegno alle categorie non produttive; sarebbe opportuno, dunque, che la redistribuzione agisse non solo a favore dei pensionati, ma mirando a una generale riduzione delle tasse, che coinvolga anche chi lavora. Il sostegno ai pensionati poveri non deve, secondo Boeri, gravare sui lavoratori.

RIORGANIZZAZIONE. Molte novità sono in arrivo anche per l’Istituto stesso: è in atto una importante riorganizzazione, che passerà attraverso la fusione con gli enti incorporati quattro anni fa; sono previste 900 nuove assunzioni e con la riduzione a 36 direzioni centrali, maggiormente spostate sul territorio. Cambieranno inoltre le modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali, che verranno affidati a una commissione esterna, chiamati a valutarli «non certo in base alla loro provenienza da Inps , Inpdap , Enpals , etc. o alla loro tessera sindacale, ma pescando fra le ottime professionalità presenti nell'istituto o, se necessario, guardando all'esterno». In questo, l’Inps anticiperà le linee della riforma della Pubblica Amministrazione e della sua dirigenza.