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Sono 155.547 gli assunti a tempo indeterminato in più registrati dall'Inps nel primo quadrimestre 2015. Aumentano anche i contratti a termine (+44.817), mentre il segno meno appare davanti agli accordi di apprendistato. Secondo l'Istituto di previdenza, le nuove assunzioni sono in tutto 188.679. A far la differenza è la quota di contratti stabili, cresciuta dal dal 35,51% dello stesso periodo del2014 al 40,93% di quest'anno. Con addirittura un picco del 45% ad aprile.

A influire sull'aumento delle trasformazioni è soprattutto l'esonero contributivo previsto dalla legge di Stabilità 2015 che pesa per il 61% del totale, mentre se si guarda al totale dei nuovi rapporti la quota al 26,5%. I dati sui nuovi assunti pubblicati dall'Inps «confermano che è in atto l'inizio della ripresa, ma la strada è ancora molto lunga», ha commentato il premier Renzi da Expo.
Nello stesso lasso di tempo, si assiste a un calo di circa 80 mila unità le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro è pari a 268.667 unità.

Dai nuovi dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps, emerge inoltre che nel periodo gennaio-aprile 2015, le cessazioni a tempo indeterminato sono state 513.426, il 4,2% in meno rispetto al primo quadrimestre del 2014, quando erano state 536.044. Sommate a quelle degli apprendisti e dei rapporti a termine, il numero delle cessazioni rilevate nel primo quadrimestre 2015 è di 1.458.862 (-5,2%).

L'incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014 risulta superiore alla media nazionale in Friuli-Venezia Giulia (+75,3%), in Umbria (+59,4%), nelle Marche (+50,6%), nel Piemonte (+48,3%), in Emilia-Romagna (+47,7%), nel Trentino-Alto-Adige (+41,1%), in Veneto (+40,0%), in Liguria (+39,7%), in Sardegna (+38,7%), in Lombardia (+34,8%) e in Toscana (+34,6%).