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La stupidità in azienda paga, ma solo nel breve termine. Nel lungo periodo atteggiamenti assurdi e del tutto idioti da parte di management e dipendenti possono portare al collasso organizzativo, al tracollo finanziario e al disastro tecnico. È l’assurdo analizzato in The Stupidity Paradox (Il paradosso della stupidità), il nuovo libro di André Spicer, professore di Comportamento organizzativo alla Cass Business School e Mats Alvesson, professore di Amministrazione aziendale all'Università di Lund. In 288 pagine gli autori esplorano i pro e contro della “stupidità funzionale”, provando a spiegare perché le organizzazioni accettino comportamenti illogici da parte dei propri dipendenti.

The Stupidity Paradox

NON PORSI DOMANDE. "Abbiamo iniziato chiedendoci perché aziende importanti con persone talentuose e intelligenti potevano fare cose così stupide”, spiega Spicer. “Abbiamo scoperto che tali organizzazioni spesso assumono persone intelligenti e poi le incoraggiano a non utilizzare la propria intelligenza. Le persone intelligenti si pongono istintivamente delle domande e pensano in maniera autonoma. Ma ciò veniva scoraggiato in maniere sottili e meno sottili. I dipendenti si sentivano rivolgere frasi del tipo ‘non pensarci, fallo e basta’ e ‘non portarci dei problemi, ma solo soluzioni’. I lavoratori intelligenti imparavano in fretta a non porsi troppe domande o pensare troppo dato che utilizzare completamente la propria intelligenza avrebbe suscitato domande imbarazzanti che avrebbero potuto infastidire superiori e colleghi. La linea d'azione più semplice spesso era continuare a lavorare". Un atteggiamento che, come illustrato nel libro, ha una sua utilità (da qui il paradosso): quando i membri di un'azienda non pongono troppe domande, le persone tendono ad andare maggiormente d'accordo e il lavoro a essere svolto in modo più efficiente.

I PROBLEMI DEL LUNGO PERIODO. Tuttavia, questo tipo di stupidità sul posto di lavoro può creare problemi nel lungo termine. Per esempio, quando le persone ignorano i problemi. In alcuni casi, spiegano gli autori, ciò non ha avuto importanza, specialmente se l'organizzazione in questione era abbastanza grande da non far rilevare il problema o nasconderlo. Ma quando i problemi si accumulavano ne conseguiva il disastro.

Il libro rappresenta un campanello di allarme per le organizzazioni intelligenti e le persone ancora più intelligenti, mostrando come armonia e azione sul posto di lavoro possano essere bilanciate con una cultura basata sulla curiosità e la messa in discussione.