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«Quello che vorrei fare è un appello agli industriali: chi ha i bilanci in ordine deve fare il possibile per mantenere i livelli occupazionali».

Insomma, chi può aiuti gli altri: è l'appello del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ai datori di lavoro in un'intervista a Repubblica .

«Bisogna salvare il lavoro, non licenziare. Il mio è un appello alla responsabilità sociale degli imprenditori», prosegue l'appello del ministro, ex imprenditrice, "figlia d'arte" e presidente dei Giovani della Confindustria.

Sul suo tavolo ci sono circa 160 dossier di crisi industriali che riguardano oltre 155 mila lavoratori. Nel corso dell'intervista, la Guidi ammette che anche il governo si aspettava che la ripresa «arrivasse prima», ma che «l'Europa è ferma e l'Italia pure».

LA RISPOSTA

Il primo a rispondere è stato Paolo Longobardi: «Agli imprenditori non piace affatto licenziare e salvaguardare l'occupazione non rientra in una logica filantropica, ma sta nella natura stessa della attività di impresa che tende alla crescita e alla espansione parallelamente al profitto», dice il presidente di Unimpresa in una nota, «tuttavia la crisi e la recessione hanno squassato la nostra economia e per andare avanti, dunque per non licenziare e magari per far crescere i posti di lavoro, serve fiducia. Fiducia che noi abbiamo riposto nel governo di Matteo Renzi e che ora lo stesso esecutivo deve assicurare alle famiglie e alle aziende. L'occasione è a portata di mano, alle porte c'è il decreto Sblocca Italia: ci auguriamo sia la svolta più volte annunciata».