I robot ci ruberanno il lavoro. Ma l'occupazione salirà

Chi ha paura dell'industria 4.0? Da quando il think tank di Bruxelles Bruegel ha lanciato l'allarme sulla scomparsa della forza lavoro per colpa dell'automazione – 45-60% di posti a rischio nei prossimi decenni – non si parla d'altro. Tremano tassisti, autotrasportatori, operai, addetti alla logistica e tante alte professioni a basso livello di specializzazione.

Come aveva già anticipato The Boston Consulting Group con il suo studio Man and Machine in Industry 4.0 , l'automazione è però un'opportunità più che un pericolo. Guardando all'economia della Germania e prendendo in considerazione 40 categorie occupazionali in 23 settori, la previsione è un impatto positivo di 350 mila posti di lavoro in più. È il risultato della somma tra un milione di nuovi posti legati all'informatica e all'ingegneria e la perdita – quella sì – di 600 mila posti a bassa specializzazione nel settore della produzione.

Come avevamo già raccontato in un nostro approfondimento , a livello globale questo processo potrebbe tradursi in 6,7 milioni di nuovi posti entro il 2035 nelle economie più sviluppate (fonte Roland Berger). Se parecchi mestieri scompariranno, insomma, ne nasceranno molti altri pronti a rimpiazzarli. L’importante è che l’Europa e soprattutto l’Italia siano pronte ad affrontare questa sfida che oggi si gioca su scala globale.