Un telescopio spaziale

Quali sono i lavori del futuro? Questa è la classica da un milione di dollari. Nessuno ha la sfera di cristallo e quindi ogni previsione va sempre presa con le pinze, perché siamo nel mezzo di una rivoluzione industriale, la quarta, che cambierà in maniera profondissima la nostra società, e lo sta già facendo.

La tecnologia blockchain e la job disruption

Un semplice esempio può rendere l’idea. Oggi si parla moltissimo di criptovalute e monete virtuali, cose che solo 10 anni fa erano semplicemente impensabili. La cosa interessante però è la tecnologia che sta sotto di esse, la blockchain, la quale consente di effettuare transazioni senza il coinvolgimento di terze parti. Oggi la si usa per il bitcoin, il ripple ecc….ma in realtà non esistono limiti al suo impiego. Quali effetti avrà la blockchain sul mondo del lavoro? È difficile dirlo adesso che le sue possibilità di impiego non sono nemmeno tutte delineate ma è ovvio che l’impatto sarà enorme. In inglese, si dice job disruption, distruzione dei posti di lavoro.

Una riflessione quasi ovvia è che i lavori del futuro non potranno prescindere da un uso e da una buona conoscenza delle ultime tecnologie. Qualsiasi lavoro non potrà farne a meno. Anche qui, un esempio torna utile. La Henkel, che possiede la catena di saloni per signora Schwarzkopf, lancerà in alcuni punti scelti in Europa e Stati Uniti un esperimento avveniristico: prima di iniziare il taglio, il parrucchiere studierà i capelli della cliente con infrarossi e sensori luminosi per capire quale trattamento cosmetico sia più adatto a quella cliente in particolare, quale le faccia meglio. Inoltre, le signore, attraverso l’impiego della realtà virtuale e della realtà aumentata, potranno vedere una proiezione di sé con quel taglio prima che il coiffeur lo realizzi e decidere se procedere o meno.

I lavori del futuro: lo studio dello US Bureau of Labor Statistics

Nei prossimi anni, insomma, anche i parrucchieri dovranno fare i conti con l’alta tecnologia, diventa chiaro quale sarà il suo impatto sul mondo del lavoro in generale. Quando si parla di lavori del futuro ci si riferisce soprattutto a quelli di cui ci sarà più bisogno, quelli in cui saranno impiegate sempre più persone. In alcuni casi, la crescita della domanda implicherà anche una crescita della retribuzione.

Uno studio dello US Bureau of Labour Statistics (USBLS) sui cambiamenti del mondo del lavoro nel decennio 2016-2026 ha individuato 21 tipologie occupazionali in cui l’espansione della domanda andrà di pari passo a quella del salario. Al primo posto ci sono le infermiere, il cui numero nei soli Stati Uniti aumenterà di 437 mila unità entrò il 2016. Il loro stipendio aumenterà, raggiungendo i 68 mila dollari l’anno. Al secondo posto, si piazzano gli sviluppatori di software e app, la cui crescita è stimata intorno alle 253 mila unità, sempre nei soli Usa. Su 21 lavori, nove appartengono all’ambito sanitario o a quello informatico, con i primi a fare la parte del leone.

Lavori del futuro: tutti dovranno avere competenze digitali

Ma come dimostra l’esempio del progetto Henkel, con la tecnologia ci dovremo confrontare tutti. Lo conferma uno studio realizzato da Confindustria digitale insieme a diversi altri enti, tra i quali c’è anche il Miur, il ministero dell’Istruzione, fatto attraverso lo studio di oltre 600 mila inserzioni e citato da Agenda digitale, secondo  cui competenze digitali sono richieste in quasi tutti gli ambiti.

Bisognerà avere competenze in ambito tecnologico anche per fare il contadino (al ventunesimo posto nella classifica dello USBLS). L’aumento della popolazione mondiale e la progressiva riduzione delle aree coltivabili, a causa dell’urbanizzazione selvaggia e del cambiamento climatico, renderà il mestiere dell’agricoltore sempre più importante e sempre più tecnologizzato, tanto che nei Paesi anglosassoni si parla ormai di farm manager.

Con l’industria 4.0 e con l’IoT, l‘Internet of Things, ci sarà sempre più bisogno di programmatori e tecnici, capaci non solo di realizzare oggetti sempre più complessi e connessi ma poi anche di ripararli, qualora si rompessero.

Analisti esperti in big data

Questi oggetti connessi produrranno una quantità enorme di dati, grande tanto da eclissare quella comunque non trascurabile che produciamo oggi. Serviranno sempre più analisti capaci di lavorare con software complessi e specializzati in big data, la cui padronanza sarà sempre più centrale in ogni ambito, dal marketing ai servizi finanziari passando per la pubblicità, la comunicazione e l’industria assicurativa.

L’home stager e i venditori di case

Un lavoro interessante che sta prendendo piede è quello dell’home stager, cioè dell’allestitore di case. Questa figura si occupa di rifare il trucco a una casa prima che i padroni la mettano in vendita. Sposta mobili, ne monta di nuovi, riarreda spazi, gioca con luce e volumi; tutto per cambiare volto a un appartamento o a una villa e farli sembrare più belli e più nuovi. I suoi servizi costano, of course, ma chi vi si affida spera di far aumentare il valore dell’immobile, almeno in apparenza.

Anche ai robot servirà lo psicologo

In un mondo sempre più veloce, nevrotico e potenzialmente spietato ci sarà un gran bisogno di terapeuti, cioè di psicologi per aiutare le persone a fare i conti con un cambiamento, nel lavoro e di riflesso negli equilibri familiari, che in molti casi potrebbe essere doloroso. Non saranno solo gli esseri umani ad aver bisogno di un sostegno. Una delle professioni del futuro è, infatti, quella dello psicologo dei robot, specialista in grado di aiutare il robot, e i suoi programmatori, a farlo interagire meglio con gli uomini.

Spostandosi un po’ in là, è facile intuire che neurobiologi e neuropsicologi non avranno alcun problema nel collocarsi. I loro ambiti di ricerca sono tra i più interessanti per le aziende. Decifrare il funzionamento del nostro cervello e i meccanismi dietro i nostri comportamenti interessa tanto alla fiorente industria delle intelligenze artificiali quanto a quella della pubblicità, della comunicazione e dell’intrattenimento. Già oggi si compiono esperimenti con soggetti cinematografici scritti e testati per suscitare determinate reazioni nel pubblico.