Un’inchiesta dell’Huffington Post torna a puntare i riflettori sulle condizioni nelle quali sarebbero costretti a lavorare i dipendenti di Mr Job, la cooperativa che gestisce un appalto della Yoox, l’azienda attiva nell’e-commerce della moda. Stando a quanto riferito dagli stessi dipendenti, le minacce, l’imposizione di ritmi di lavoro insostenibili e le punizioni, dalle decurtazioni sulla paga, al demansionamento fino al licenziamento, sarebbero all’ordine del giorno.

Già a fine luglio Mr Jobs era salita all’onore della cronaca, perché undici operaie, tutte straniere, avevano denunciato alla Procura di Bologna di aver subito molestie sessuali, mobbing e minacce mentre erano al lavoro. In quell’occasione le dipendenti avevano chiamato in causa Yoox, sostenendo che sia perfettamente al corrente di quanto accade presso l’interporto bolognese dove ha sede la cooperativa e che, anzi, sia parte in causa in quanto sarebbe proprio lei a stabilire i carichi di lavoro. Anche questa volta l’azienda fondata da Federico Marchetti, che allora aveva preteso l’allontanamento del personale maschile coinvolto, ha rispedito al mittente l’accusa, sostenendo la propria totale estraneità e spiegando di essere legata a Mr Job da “un contratto di appalto”. Una tesi che l’Huffington Post prova a smontare pubblicando un organigramma della Yoox che dimostrerebbe che uno dei suoi manager, l’argentino José Chain, avrebbe inviato diverse mail in cui non solo fissa i livelli di produttività ai quali deve attenersi la Mr Job, ma si lamenta anche che non siano stati rispettati.