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I colloqui di lavoro sono un momento importante a cui occorre arrivare preparati. Un errore nel curriculum, un vestito inadatto o qualche parola di troppo sono dettagli che, se sottovalutati, possono mandare all’aria tutto quanto. Per valorizzare le proprie competenze e non cadere negli errori più comuni ecco alcuni consigli forniti da Roberto Castaldo, esperto di selezione del personale e fondatore di 4Man Consulting.

IL CURRICULUM. Per prima cosa bisogna lavorare al proprio curriculum in formato europeo, scrivendolo in modo chiaro ed esauriente. Se sono passati molti anni dal conseguimento dell’ultimo titolo di studio è meglio anteporre l’elenco delle esperienze lavorative al curriculum studiorum (la sezione dove si inseriscono i diplomi scolastici, lauree, ndr ).

Se non si ha alcuna esperienza professionale è fondamentale descrivere le proprie attitudini personali: «Abbiamo riscontrato che scegliere la figura professionale da inserire in organico partendo dalle attitudini personali ha una possibilità di esito positivo più alta del 30%» spiega l’esperto.

“L’ABITO FA IL COLLOQUIO”. In un colloquio la prima impressione è fondamentale, bastano i primi 60 secondi di conoscenza per farsene una. Per “impressionare” positivamente il selezionatore occorre indossare un abbigliamento appropriato. Vietato indossare minigonne e scollature vertiginose, felpe e t-shirt con stampe improbabili.

È meglio inviare la propria candidatura solo se in possesso dei requisiti richiesti. Per farlo occorre individuare i propri punti di forza e valorizzarli, solo così si comunica una sincera preparazione professionale.

ADEGUARSI AGLI ORARI. I candidati devono ricordarsi che devono adeguarsi agli orari lavorativi dell’azienda e non viceversa. È un concetto scontato, ma non per molti:«Nelle ultime selezioni», racconta Castaldo, «un candidato mi ha detto di non poter iniziare a lavorare prima delle 10, perché dalle 8 alle 110 prega, un altro di aver bisogno del sabato e della domenica liberi, perché gioca al fantacalcio…».