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In Gran Bretagna nel 2034 un lavoratore su tre sarà robot. Computer e tecnologia occuperanno 10 milioni di posti di lavoro, minacciando impieghi con bassa qualificazione e salario basso: chi guadagna meno di 30 mila sterline lorde l’anno (36 mila euro) sarà cinque volte in più esposto al rischio di restare senza lavoro rispetto a chi ne guadagna 100 mila (120 mila euro).

TECNOLOGIA E DISOCCUPAZIONE. Lo scenario “apocalittico” è stato descritto da un rapporto realizzato da Deloitte e dall’Università di Oxford e ripreso dal giornale inglese Daily Telegraph . Lo studio evidenzia come il progresso tecnologico possa creare entro 20 anni una sacca di disoccupati con bassa specializzazione i cui lavori saranno svolti da robot e computer speciali.

I LAVORATORI A RISCHIO. I settori più colpiti dall’avanzata delle macchine saranno quelli del manifatturiero, dell’industria dei servizi, dei trasporti e costruzioni. I più esposti alla disoccupazione saranno impiegati e operai delle catene di montaggio. Al contrario, i campi ritenuti più “sicuri” saranno quelli che richiedono alta specializzazione, capacità di sviluppare relazioni interpersonali e creatività come finanza, informatica, ingegneria, insegnamento, management, media, sanità e scienza.

PIÙ COMPUTER, MENO UMANI. Il rapporto evidenzia come questa “evoluzione” sia iniziata già da tempo: a Londra, dal 2001 a oggi, il 65% dei posti di lavoro come bibliotecari e al 50% come segretarie è stato saturato dai computer. Lo stesso accade anche nelle banche dove bancomat e servizi di banca digitale hanno rimpiazzato il volto “umano” dell’impiegato allo sportello.