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Il sogno degli italiani è portare con sé al lavoro il proprio animale domestico. La colpa forse è dei troppi colleghi velenosi come vipere, ma il sondaggio Pets at work survey 2017 , condotta da Ipsos per Purina parla chiaro. A livello europeo, come anticipa il Corriere della Sera , tra i  3.221 dipendenti a tempo pieno intervistati in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia, Spagna e Svizzera, la possibilità di portare il proprio migliore amico sul posto di lavoro è in assoluto il benefit più sognato. Più dei buoni pasto (33%), più dell'auto aziendale (28%) e persino più dello sconto sulla retta del nido per i figli piccoli (13%). 

Gli italiani sognano l'animale domestico in ufficio

Per quanto riguarda in particolare gli intervistati italiani, l'animale domestico è la priorità per il 39% dei lavoratori. Meglio fanno solo la possibilità di avere orari flessibili (60%) o di poter lavorare da casa (41%). Per capirci, il migliore amico a quattro zampe vale quanto una polizza aggiuntiva personale.  Come mai? Per risolvere innanzitutto il senso di colpa di aver lasciato il cane solo a casa (46%), poi per abbassare lo stress (40%); creare un ambiente più rilassato (37%) e migliorare la conciliazione tra vita privata e professionale (31%). La ricerca, inoltre, ha indagato più in generale il nostro rapporto con gli animali da compagnia: per il 65 per cento rendono felici le persone, mentre il 63 per cento li considera parte della famiglia. 

Non mancano iniziative per promuovere questa istanza, come il #bringyourdogtoworkday e c'è già un 13% di fortunati che può già portare in ufficio il proprio cane, un punto più della media europea. Per esempio, questo avviene in Google Italia, dove i cani hanno addirittura un badge personale, o in Nintendo, con semplici norme di igiene e per regolamentare i rapporti tra gli animali. Tra i più famosi amanti degli animali, anche il giornalista Oscar Giannino che non si separava mai dal suo gatto creando non pochi imbarazzi con i colleghi di Libero .

Il gatto di Oscar Giannino raccontato da Alessandro Sallusti: