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Sono i giovani fra i 15 e i 24 anni a sentire maggiormente gli effetti della crisi. In attesa di una riforma del mercato del lavoro – finalizzata a dare nuovo slancio ad assunzioni in particolare per giovani e donne – l’Istat calcola 28 mila occupati in meno tra ottobre e novembre 2011 (ultimo periodo analizzato dell’Istituto nazionale di statistica), un calo pari allo 0,1% dei quasi 23 milioni di lavoratori e che riguarda la sola componente femminile. “Il tasso di occupazione – spiega quindi l’Istat - si attesta al 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,2 punti in termini tendenziali”.
Al tempo stesso, tra ottobre e novembre 2011 il numero di disoccupati (ora 2,14 milioni) aumenta dello 0,7%, pari a 15 mila unità; la crescita riguarda la componente femminile. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 5,6% (+114 mila unità). “Il tasso di disoccupazione si attesta all’8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua”.
A livello generale, gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente. In confronto a ottobre, il tasso di inattività rimane stabile e pari al 37,8%. Ma a preoccupare maggiormente è il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 30,1%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. Si tratta del tasso più elevato da gennaio 2004, ovvero dall’inizio delle serie storiche mensili dell’Istituto di ricerca.