Sergio Marchionne © GettyImages

Il risultato definitivo del voto è arrivato alle sei di sabato mattina e difficilmente a qualcuno, nonostante il weekend, sarà sfuggito il risultato del referendum di Mirafiori (leggi i risultati). Ma il l’esito del referendum ha portato con sé anche una lunga serie di commenti delle parti direttamente coinvolte: dall’azienda e i sindacati, ai politici, dai governatori ai ministri. Ecco un riassunto delle dichiarazioni fatte tra sabato e domenica sull'esito del voto allo stabilimento Fiat.

LAVORATORI MIRAFIORI; ECCO COSA CAMBIA CON IL SÌ

DAL GRUPPO FIAT
Sergio Marchionne (ad Fiat Spa): “La scelta ha dimostrato il coraggio dei lavoratori di compiere un passo in avanti contro l'immobilismo”.
John Elkann (presidente Fiat Spa): “Ora bisogna archiviare le polemiche e affrontare le sfide che abbiamo davanti”.
Lapo Elkann (azionista Fiat): “Da azionista non posso che essere contento”.

SINDACATI
Maurizio Landini (Fiom): “Un risultato straordinario e inatteso, grazie ai lavoratori che hanno difeso la loro dignità, ora riaprire la trattativa”.
Susanna Camusso (Cgil): “Il voto dimostra che non è possibile governare la fabbrica senza consenso e quindi nega il ritorno del modello autoritario delle fabbriche-caserme. Voto condizionato, stupita del 46% dei no, ho pensato che saremmo stati più vicini al risultato di Pomigliano (36% no). Sul voto valuteremo se ricorrere alla magistratura”.
Raffaele Bonanni (Cisl): “La vittoria è un fatto inequivocabile e nessuno può metterlo in discussione”.
Luigi Angeletti (Uil): “Hanno vinto le ragioni del lavoro”.

ASSOCIAZIONI
Emma Marcegaglia (Confindustria): “L'Italia può continuare ad avere un'industria dell'auto forte e competitiva, Fiat tornerà in Confindustria”.
Giovanni Centrella (Ugl, Unione generale del Lavoro): “Hanno vinto il lavoro e i lavoratori”.

IL GOVERNO
Maurizio Sacconi (min. Lavoro): “Si apre una nuova fase nelle relazioni industriali. L'accordo su Mirafiori ovviamente non sarà riaperto”.
Paolo Romani (min Sviluppo economico): “Adesso Fiat ha tutte le carte in regola per tornare ad essere una grande azienda multinazionale italiana”.
Roberto Maroni (min Interno): “Adesso la Fiat mantenga le promesse fatte”.
Sandro Bondi (min Cultura): “Il referendum ha dimostrato il senso di responsabilità e la maturità dei lavoratori”.
Paolo Bonaiuti (sottosegretario alla presidenza del Consiglio): “Buona parte della sinistra e del sindacato, legati a vecchi schemi, devono capire quanto sia profondo questo cambiamento”.

GLI ALTRI POLITICI
Roberto Cota (pres. Regione Piemonte): “Adesso bisogna vigilare sugli investimenti e sull'aumento dei posti di lavoro”.
Sergio Chiamparino (sindaco di Torino): “Disagio e responsabilità conducono alla necessità di riaprire il dialogo, ma l'esito del referendum, è positivo perché apre una prospettiva strategica decisiva per Mirafiori e in generale per l'auto in Italia, per tornare a produrre vetture competitive”.
Nichi Vendola (Sinistra ecologia e libertà): “Per Marchionne è stata la vittoria più amara e per Fiom la sconfitta più gratificante”.
Renata Polverini (pres. Regione Lazio): “Gli investimenti promessi debbono essere garantiti”.
Sergio Chiamparino (sindaco di Torino): “Disagio e responsabilità conducono alla necessità di riaprire il dialogo”.
Gianfranco Fini (Fli): “Occorre superare lo scontro storico tra capitale e lavoro impostando nuove relazioni industriali”.
Pierluigi Bersani (Pd): “Il risultato va rispettato e va rispettato anche per quel tanto di disagio che rappresenta. Entro un anno bisogna avere regole nuove per la rappresentanza”.
Antonio Di Pietro (Idv): “L'esito dimostra che, pur sotto ricatto, non esiste il consenso per far funzionare l'azienda. L'Italia dei Valori ha già depositato una moderna e innovativa proposta di legge sulla rappresentanza”.
Fabrizio Cicchitto (Pdl): “È indispensabile che l'azienda abbia la lungimiranza di riassorbire il dissenso”
Maurizio Gasparri (Pdl): “È una svolta storica nelle relazioni industriali e nell'intera economia italiana”.
Pierferdinando Casini (Udc): “Nel sì c'è una grande saggezza ma attenzione a non tirare la corda”.
Francesco Rutelli (Api): “Il risultato è un segno di grande responsabilità da parte dei lavoratori”.
Massimo D'Alema (Pd): “Il risultato del no che è andato al di là delle attese, nasce da una reazione di dignità”.
Piero Fassino (Pd): “Un sì sofferto che testimonia il disagio di tanti operai”.