© Denis Charlet/ Afp/ Getty Images

Tra carriera e formazione professionale, l’84% dei lavoratori italiani preferisce acquisire nuove competenze e, a livello Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), il 57% dei dipendenti è disposto a rinunciare a stipendi alti o una promozione per apprendere nuove skill. È la tendenza evidenziata dalla ricerca di Kelly Services, il Kelly Global Workforce Index 2014, dedicata alle aspettative di carriera dei lavoratori.

L’orientamento alla formazione è spiegato da diversi fattori, come la consapevolezza che le competenze sono importanti per garantirsi una solida posizione professionale, e la capacità e flessibilità di adattarsi in futuro anche a svolgere lavori diversi da quelli attuali.

PIÙ CAPACITA'. In Italia la percentuale dei lavoratori disposti a rinunciare a una promozione per guadagnare più skill (84%) è tra le più alte del settore Emea, insieme a quella della della Danimarca (87%), della Norvegia (82%) e della Svezia (81%).
Situazione più equilibrata nell’area Asia-Pacifico dove il 51% dei lavoratori punta alle skill e il 49% all’avanzamento di carriera.

FORMAZIONE PROFESSIONALE. Per quanto riguarda la formazione professionale in Italia, il 35% degli intervistati ha usufruito della formazione offerta dal proprio datore di lavoro, in particolare: il 19% di career coaching professionale, il 10% dei career test e l’8% del mentoring.
Di contro, il 52% dei lavoratori coinvolti nell’indagine ha dichiarato di essersi “autofinanziato” per compensare le carenze formative aziendali, e solo il 4% degli italiani è soddisfatto delle risorse formative dellìazienda, a fronte del 21% della media Emea

L’INDAGINE. La ricerca ha coinvolto 230 mila interrvistati di 31 Paesi, di cui 4 mila in Italia e ha evidenziato quali fattori influenzano il mondo del lavoro, come le differenze geografiche, il grado di responsabilità dei dipendenti, con particolare riferimento a tre gruppi generazionali: Y (19–30 anni), X (31–48 anni) e Baby Boomer (49–66 anni).