Con le donne ai vertici si crea crescita economica

Lo scorso ottobre, uno studio presentato al World Economic Forum ha predetto l’anno in cui, a livello globale, potrebbe essere raggiunta la parità di genere a livello lavorativo: 2095. Una stima demotivante e tuttavia realistica, visto che oggi le differenze di status e retribuzione tra i due sessi prevalgono, assottigliandosi così lentamente che la svolta appare ancora piuttosto lontana. Tuttavia, da quanto emerge da una ricerca firmata Ernst&Young , network leader nei servizi professionali di organizzazione contabile, fiscalità e advisory, se alle donne venissero offerte chance maggiori in ambito aziendale ci sarebbero forti benefici non solo per le imprese coinvolte, ma addirittura per la crescita economica globale.

DONNE AI VERTICI? SALE IL PIL. L’indagine Women. Fast forward: The time for gender parity is now è stata realizzata attraverso interviste ai top manager (di entrambi i sessi) di oltre 400 società mondiali con un fatturato uguale o superiore ai 500 milioni di dollari; ebbene, oltre il 65% degli intervistati ha ritenuto che la presenza di donne nelle posizioni apicali delle società permetta di raggiungere migliori performance finanziarie. La parità può addirittura spingere verso una maggiore crescita economica, in quanto esiste una correlazione positiva tra i due elementi: si è stimato infatti che un’equilibrata corrispondenza nella forza lavoro fra uomini e donne è un fattore determinante per aumentare il PIL sia nelle economie avanzate, che nei paesi emergenti. È stato matematicamente dimostrato ad esempio come la parità a livello lavorativo consentirebbe all’India di aumentare il PIL di quasi il 27%. Più in generale, alla parità di genere viene oggi affiancata anche un proporzionale aumento della produttività.

COME AGIRE. Ma come raggiungere questa parità? Secondo la survey una delle strade possibili è la pianificazione di percorsi di carriera mirati, ma non vengono disdegnate anche altre soluzioni, come lo sviluppo di modelli aziendali che promuovano una maggiore flessibilità per bilanciare vita privata e lavoro e la formazione di un ambiente lavorativo in grado di superare i pregiudizi. Colmare il gap di genere, secondo la ricerca, non è comunque una mera questione sociale, ma un vero e proprio imperativo economico. Oltre a sensibilizzare al problema attraverso indagini come Women. Fast forward , EY sta già lavorando a diverse iniziative, interne ed esterne, con l’obiettivo di fare leva sul potere collettivo delle donne alla guida di aziende e contribuire così a costruire un mondo del lavoro migliore.

Segnaliamo ad esempio quella di lunedì 9 marzo: presso la sede milanese di Ernst&Young si terrà una colazione al femminile con alcune studentesse di Bocconi, Cattolica e Politecnico. Alcune Partner ed Executives racconteranno il loro percorso di carriera, le opportunità concrete offerte da EY e di come sia possibile coniugare vita professionale e privata. L’evento sarà solo il primo di una serie di incontri che saranno organizzati con l’obiettivo di continuare a migliorare l’equilibrio tra i generi.
Per la produttività, la ricchezza, la crescita economica. E perché è giusto così.