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Lavorare a Ferragosto? No, grazie. I sindacati Fim, Fiom e Uilm fanno muro, rifiutando la proposta avanzata da Electrolux di far lavorare le tute blu dello stabilimento di Susegana (Treviso) anche durante la giornata del 15 agosto. Un niet categorico, che ha subito suscitato polemiche. Soprattutto se, come nel caso dei lavoratori di Electrolux, si è appena usciti da un duro braccio di ferro. Come si ricorderà, infatti, in seguito a una lunga trattativa, nel 2014 Electrolux ha deciso di non delocalizzare la produzione in Polonia. Al posto dei licenziamenti, si è optato per dei contratti di solidarietà con un orario lavorativo di sei ore al giorno.

Da maggio 2015, però, si è tornati a fare le otto ore, se non in alcuni casi degli straordinari, grazie al boom riscosso dalla nuova linea di frigoriferi a incasso di alta gammaCairo. A questo ritmo, si potrebbe arrivare a una produzione di 830 mila frigoriferi, rispetto ai 750 mila del 2014. A patto, per l’appunto, che si tenga il ritmo. Da qui, la richiesta avanzata di Electrolux che, di fronte al no dei sindacati, ha iniziato a cercare volontari, trovandone però solo 50 contro i 100 necessari.

«Sia chiaro, su una questione del genere non abbiamo nessuna intenzione di fare né scioperi né barricate», precisa Augustin Breda, nella Rsu per la Fiom, «ma abbiamo i nostri motivi per dire no: quando il lavoro c’è, va distribuito. Invece di spingere sull’acceleratore degli straordinari ci sembrerebbe più giusto che l’azienda coinvolgesse lavoratori interinali per i periodi di picco di produzione. La legge lo permette anche in stato di crisi». A incidere, però, può essere anche il fatto che, dal punto di vista della retribuzione, al 15 agosto si applicherebbe solo l’incentivo aziendale per il lavoro festivo (68 euro) ma non quello normalmente previsto per i sabati non festivi.