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Alzarsi al mattino per andare al lavoro è diventata una vera e propria tortura? Aspettate con ansia il primo momento utile per scappare a casa? Vi basta uno starnuto per chiamare il medico per farvi dare qualche giorno di malattia? O ancora, la sola idea di parlare con capo e colleghi vi da l’orticaria? Se avete risposto di sì ad almeno tre di queste domande, secondo gli esperti della società di recruiting Hays è davvero arrivato il momento di cercare lavoro. Ma quali sono i campanelli d’allarme che dovrebbero farci capire quando è arrivato il momento di rinfrescare il cv e mettersi alla ricerca di un nuovo incarico? I selezionatori di Hays Italia ne hanno individuati cinque:

1. Quando le giornate diventano infinite

Tutti noi abbiamo giornate che sembrano infinite, in cui continuiamo a guardare l’orologio domandandoci quando arriva l’ora di staccare per poter lasciare la propria postazione. Ma che cosa succede se queste giornate si trascinano per settimane o addirittura diventano mesi? Per ritrovare slancio ed entusiasmo potrebbe essere sufficiente anche solo provare a ottenere una piccola gratificazione professionale, come un aumento di stipendio, una promozione, o la possibilità di seguire un corso per accrescere le proprie capacità. E se nessuna di queste opzioni dovesse essere sufficiente, forse è davvero giunto il momento di cercare nuove opportunità professionali.

2. Sentirsi sempre insoddisfatti

Se non è più possibile trovare nuovi stimoli in ciò che si fa, è bene iniziare a pensare a un lavoro alternativo. “Una costante insoddisfazione, che non viene scalfita nemmeno dalle gratificazioni di colleghi e superiori è un altro campanello d’allarme che dovrebbe portarci a riflettere sulla nostra vita professionale”, commenta Carlos Manuel Soave, Managing Director Hays Italia. È importante sentirsi valorizzati ed essere orgogliosi di ciò che si fa e del ruolo che si ricopre in azienda. Senza un minimo di soddisfazione personale, passione, impegno ed entusiasmo lavorativo si sbriciolano.

3. Quando si vuole fare carriera

Ambire a occupare una posizione più prestigiosa è del tutto legittimo, soprattutto se per anni si è ricoperto sempre lo stesso ruolo. Se però i presupposti per una crescita professionale vengono a mancare, potrebbe davvero valere la pena provare a cercare un nuovo lavoro che permetta maggiori responsabilità e maggiori gratificazioni, sia sul piano personale sia su quello remunerativo.

4. Se il lavoro condiziona (negativamente) l’umore anche fuori dall’ufficio

Quando il lavoro, per i motivi più diversi, diventa un ostacolo alla propria felicità o impedisce di ritagliarsi momenti di serenità e relax con amici e famigliari è ora di chiedersi se valga la pena continuare, o se non sia il caso di cercare una nuova realtà che permetta di coniugare al meglio vita privata e lavoro, salvaguardando il proprio benessere emotivo.

5. Se si ritiene non adeguato il proprio stipendio

È vero che i soldi non fanno la felicità, ma essere pagati adeguatamente rappresenta un importante riconoscimento all'impegno profuso. Se la retribuzione è la ragione del malcontento, si può sempre parlare con il proprio capo e provare a negoziare un aumento salariale. Se la richiesta dovesse essere rifiutata e il livello di coinvolgimento aziendale scemare pericolosamente, è davvero arrivato il momento di vagliare opportunità di carriera con remunerazioni più vantaggiose.