“Noi qui sottoscritti, professionisti della gestione delle risorse umane del Gidp-Hr, operanti in aziende, che danno lavoro a molte decine di migliaia di dipendenti, avendo esaminato e discusso approfonditamente il disegno di legge predisposto dal prof. Pietro Ichino “per la transizione a un regime di flexsecurity”, concordiamo con quanto ha dichiarato in proposito nei giorni scorsi la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: è un progetto di riforma necessario – probabilmente il solo realisticamente efficace, nel contesto italiano attuale - per consentire al tempo stesso: il superamento della divisione fra protetti e precari che contraddistingue oggi il nostro tessuto produttivo e che condanna gran parte delle nuove generazioni a una drammatica esclusione da standard elevati di sicurezza e qualità del lavoro; una flessibilizzazione delle strutture produttive (indispensabile al nostro Paese per porsi in grado di attirare il meglio dell’imprenditoria mondiale) non costruita su quella divisione, ma coniugata con un alto livello di protezione di tutti i lavoratori new entrants; l’attribuzione, finalmente, di un significato concreto e incisivo al valore della meritocrazia, della quale è di moda oggi riempirsi la bocca, senza però che finora nel nostro Paese si sia fatto nulla di apprezzabile per promuoverla effettivamente (col risultato che i giovani migliori sempre più tendono a migrare verso altri Paesi, più capaci di valorizzarne il talento)”.
Paolo Citterio, presidente di GidpHr, 20 febbraio 2009

“Non ignoriamo le resistenze culturali e politiche presenti sia in seno alla maggioranza, sia in seno all’opposizione, contro questa riforma. Ma siamo anche convinti che quelle resistenze non potranno che sgretolarsi di fronte alla prospettiva di un new deal - quale quello delineato nel disegno di legge - capace di offrire alle nuove generazioni prospettive drasticamente migliori rispetto a quelle offerte dal mercato del lavoro italiano oggi, senza peraltro alterare in alcun modo i diritti dei lavoratori già in attività.
200 giovani di tutte le parti d’Italia, 20 febbraio 2009

“Se tuttavia si manifestasse una disponibilità convinta dell’opposizione a soluzioni largamente condivise con le parti sociali, che riguardino anche la risoluzione della tutela dei lavoratori, noi siamo pronti a discuterne. Fermo restando il fatto che una riforma dovrà essere giocata più su incentivi normativi che su nuovi carichi per la finanza pubblica o per le imprese di carattere permanente. Ricordo peraltro che l’iniziativa di Pietro Ichino si pone su un solco che da tempo abbiamo tracciato, con un nostro preciso progetto politico. È l’ipotesi di Statuto dei lavori scritta da Marco Biagi e che è la vera base da cui vogliamo partire per un progettare una definitiva modernizzazione in chiave europea del nostro mercato del lavoro”.
Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, 9 marzo 2009