Dalle minacce si è passati ai fatti. Federmeccanica annuncia la disdetta del contratto dei metalmeccanici, siglato nel 2008 anche dalla Fiom (Federazione impiegati operai metallurgici) e in scadenza il 31 dicembre 2011. Un recesso che, come ha spiegato il presidente Pierluigi Ceccardi è avvenuto “per ragioni cautelative a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom” relative all'applicazione del contratto. In pratica, dal primo gennaio 2012 le tute blu legate al sindacato Cgil resteranno senza un contratto nazionale di riferimento. Federmeccanica, invece, conferma la validità dell'accordo del 15 ottobre 2009, firmato tra le imprese e le sole Fim (Federazione italiana metalmeccanici), Uilm (Unione italiana lavoratori metalmeccanici) e Fismic (Sindacato autonomo metalmeccanici e industrie collegate).
Dopo l’annuncio il presidente Ceccardi ha sottolineato come la decisione presa ieri non sia stata imposta dalla Fiat ma riguarda un’esigenza di tutto il settore metalmeccanico. Intanto in casa Fiom sono pronti a dare battaglia sottolineando come questa decisione da parte di Federmeccanica sia una “violazione delle regole e della rottura dei principi democratici alla base degli equilibri sociali”. Per la Fiom, l'unico contratto in vigore rimane quello del 2008 firmato da tutti e votato dai lavoratori. Di tutt’altro avviso le altre rappresentanze sindacali, quelle di Fim, Uilm e Fismic, che non danno troppo peso alla decisione di Federmeccanica sottolineando la validità del contratto firmato nel 2009 e che scadrà nel 2012. Anche per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi la disdetta “non ha alcuna valenza sostanziale per i lavoratori, protetti” dal contratto dell'ottobre 2009 ma “si tratta di auspicare l'ulteriore evoluzione delle relazioni industriali anche nell'ultima ridotta del vecchio impianto ideologico che voleva il necessario conflitto tra capitale e lavoro”.

Settore Auto
Per quanto riguarda il settore auto si preannunciano novità, almeno per Federmeccanica che ha incaricato un’apposita Commissione ad aprire un tavolo di confronto con il sindacato (incontro previsto per 15 settembre, Fiom esclusa) per “definire norme specifiche per il comparto dell'auto in armonia con quanto previsto in calce al vigente” contratto.

I due contratti a confronto
Il contratto del 2008. Dopo quasi sette mesi di trattativa dura, segnati da scioperi e blocchi stradali, sindacati e Federmeccanica firmano l'accordo sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il contratto prevedeva una ‘una tantum’ di 300 euro e un aumento medio di 127 euro a regime, durata quadriennale e la consueta suddivisione della parte economica in due biennalità.
Il contratto del 2009. Federmeccanica, Fim e Uilm firmano il 15 ottobre 2009 l'accordo separato per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. L'intesa, che prevede un aumento salariale medio di 112 euro, prevede altre all'adeguamento economico, una validità triennale del contratto. Per la Fiom, rimasta fuori dalla trattativa, si tratta di “un contratto scandaloso, con il più basso rinnovo salariale da molti anni a questa parte”.