I social network diventano “verticali”. Sulla scia di LinkedIn, crescono infatti i social pensati appositamente per alcune categorie professionali. L’apripista è stato Spiceworks: lanciato nel 2006 da Scott Abel, si rivolge agli specialisti dell’industria dell’Information technology che possono così scambiarsi pareri e segnalazioni sui prodotti. Attualmente vanta 6 milioni di iscritti, pari al 40% degli impiegati nel settore hi tech, nonché investimenti per 11 milioni di dollari, da parte di società come Goldman Sachs.
Poi, dopo due anni, è stata la volta di Edmondo, creato da Crystal Hutter: dedicato agli insegnanti, si è rivelato un ottimo strumento per gestire le classi online, oltre che per agevolare il dialogo tra insegnanti. I suoi utenti hanno già toccato quota 44 milioni e gli investimenti sono pari a 87,5 milioni di dollari. Edomondo è disponibile in inglese, spagnolo, tedesco, greco, francese, portoghese, turco, olandese e cinese. E ancora: nel 2011, Jeff Tangney ha ideato Doximity, il social per i medici, che in soli tre anni di attività ha già conquistato il 40% dei dottori Usa. Gli investimenti sono pari a 81,8 milioni di dollari. A premiare è stata la sua doppia anima: Doximity è usato sia per il dialogo tra medici, sia per sbrigare le pratiche amministrative con ospedali ed enti amministrativi. Infine, c’è RallyPoint, il social per i militari (anche in pensione) creato nel 2012. Sostenuto da un fondo investimento di 7 milioni, permette ai militari di comunicare tra loro aiutandoli al contempo a reinventarsi nel privato, una volta che la loro carriera è terminata. Il fondatore è l’americano Yinon Weiss, gli iscritti sono 400 mila, pari al 10% dei militari Usa. Al momento, però, il punto di riferimento resta Linkedin: nato nel 2003 da Jeff Weiner, vanta oltre 330 milioni di iscritti e ricavi pari a 568,3 milioni di dollari nell’ultimo trimestre .