Tagliare i bonus ai manager degli istituti di credito è sicuramente etico, ma forse non è giusto per le aziende. Fa discutere la decisione di Deutsche Bank di ridurre per il secondo anno i premi ai suoi manager durante la crisi che sta minacciando la sopravvivenza dell'istituto tra scandali e multe salatissime. Anche perché a pagare saranno ancor di più i dipendenti "normali", visto che il piano al 2018 prevede 9 mila esuberi.

Lo stop ai bonus e alla parte variabile dello stipendio ha spinto alla fuga diversi top manager, partiti per l'Asia o la concorrenza. Quelli che restano forse aspettano di poter incassare gli 1,1 milioni di euro rimasti in piedi, ma riscattabili solo tra sei anni. Una decisione in controtendenza l'ha presa invece Credit Suisse, che ha deciso di aumentare gli investimenti in premi per trattenere i migliori talenti.

Il pericolo per Deutsche Bank, infatti, è quello di impoverirsi ulteriormente con la perdita di alcune figure chiave. Un’indagine di eFinancialCareers, infatti, aveva rilevato che già nel 2016 l’istituto di Francoforte era scivolato dall’ottavo alla 15esimo posto tra i posti di lavoro preferiti dagli operatori finanziari. «Non vediamo grandi fughe da Deutsche Bank», il commento Bloomberg di un headhunter di Francoforte. «ma c'è un maggiore movimento e una maggiore disponibilità a cambiare lavoro. Altre banche stanno chiedendo specificamente di candidati provenienti dalla Deutsche Bank».