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Luana, capitale dell'Angola, è la città più cara del mondo per gli expat

Lavorare a Milano conviene. A differenza di Luanda, capitale dell’Angola, che torna a due anni di distanza la città più costosa del mondo per inviare i lavoratori all’estero (i cosiddetti expatriate). Viene così risorpassata Hong Kong, leader del ranking nel 2016. Zurigo resta primatista in Europa, ma viene scalzata dal terzo posto nella classifica globale da Tokio, capitale del Giappone. Al quinto posto Singapore; seguono Seul, Ginevra, Shanghai, New York, portando a cinque il numero delle città asiatiche nelle top 10 del Cost of Living 2017 di Mercer, giunto alle 23esima edizione. L'indagine rileva i costi di un paniere omogeneo di 200 beni e servizi in 209 città per aiutare le aziende multinazionali ed i governi a definire le proprie politiche di remunerazione, garantendo il corretto potere di acquisto per i dipendenti inviati in assegnazioni estere.

LAVORARE A MILANO CONVIENE

In un contesto caratterizzato dall’incertezza geo-politica e sociale ed in cui i dipendenti focalizzano la loro attenzione su retribuzioni eque e competitive e opportunità di promozione e crescita, per le multinazionali è sempre più critico valutare con attenzione il costo dei pacchetti di espatrio per i loro collaboratori chiamati ad incarichi internazionali. Nella consapevolezza da un lato che fattori quali l’instabilità del mercato immobiliare e l’inflazione di beni e servizi contribuiscono al valore monetario complessivo, dall’altro che la mobilità deve essere considerata una componente chiave per la strategia di valorizzazione del talento all’interno di aziende multinazionali.

«La globalizzazione del mercato si traduce, in termini di Global Mobility, nel fatto che numerose aziende che operano in diverse sedi nel mondo oggi promuovono le assegnazioni internazionali con obiettivi non solo operativi, ma di politiche hr», spiega Marco Valerio Morelli, amministratore delegato Mercer Italia. «Esperienze all’estero, di breve o lungo periodo, diventano una palestra per fare crescere futuri manager, costruire percorsi di sviluppo di carriera, fare crescere e trasferire competenze e risorse».

E l'Italia si candida a un posto di rilievo in questo quadro. Nel 2017 le posizioni di Milano e Roma si sono confermate meno stabili rispetto all’edizione 2016 della ricerca. Milano è passata dal 50° al 71° posto, mentre Roma è scivolata dalla 58° alla 80° posizione. Nella graduatoria mondiale le città italiane, così come numerose altre città in Europa hanno subito l’impatto del deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro statunitense (l’indagine considera New York come città base, confrontando con questa tutte le altre, e misura i movimenti valutari sempre rispetto al dollaro USA).

COSTO DELLA VITA A MILANO E ROMA

Un confronto diretto tra i due capoluoghi italiani mostra come il costo della vita per gli expat sia superiore a Milano che nella capitale, a motivo del diverso costo medio di alcuni beni e servizi tra i due capoluoghi: una disparità relativa omogenea rispetto all’edizione 2016 della ricerca.

Categorie Milano Roma
1) Generi alimentari 100 97
2) Alcolici e tabacco 100 102
3) Elettrodomestici e prodotti casa 100 92
4) Cura della persona 100 100
5) Abbigliamento 100 97
6) Servizi domestici e lavanderia 100 105
7) Energia e TLC 100 98
8) Ristoranti e bar 100 95
9) Mezzi di trasporto 100 100
10) Sport e tempo libero 100 94

Tabella 1: confronto del costo della vita tra Milano e Roma tenendo come base Milano pari a 100 p.i. (senza alloggi)

Considerando la valutazione di Milano pari a 100 (Milano=100), a Roma è meno costoso per l’espatriato acquistare elettrodomestici, prodotti per la cura della casa e capi di abbigliamento, così come l’alimentazione, sia in casa che fuori casa, ma perde il confronto nei fattori di alcolici e servizi domestici e di lavanderia. Parimenti è meno costoso praticare sport. A livello europeo invece solo Milano rientra tra le 10 città più care d’Europa nella classifica guidata dalle capitali svizzere.

Rank 2016 Rank 2017 Città Nazione
3 4 ZURIGO Switzerland
8 7 GINEVRA Switzerland
13 10 BERNA Switzerland
24 28 COPENHAGEN Denmark
17 30 LONDRA United Kingdom
59 46 OSLO Norway
44 62 PARIGI France
47 66 DUBLINO Ireland
50 71 MILANO Italy
54 78 VIENNA Austria

Prendendo in considerazione l’Europa, infatti, il quadro assume sfumature diverse. Alcune città come Mosca (14) e San Pietroburgo (36) hanno guadagnato 53 e 116 posizioni rispettivamente, rispetto allo scorso anno, a seguito dell’apprezzamento del rublo sul dollaro americano ed al costo dei beni e servizi in Russia. Contemporaneamente, Londra (30), Aberdeen (146) e Birmingham (147) hanno perso 13, 61 e 51 posizioni a causa dell’indebolimento della sterlina nei confronti del dollaro in conseguenza alla Brexit. Copenhagen (28) ha perso 4 posizioni nella classifica; Oslo (46) invece ne ha guadagnate 13 rispetto lo scorso anno. Parigi (- 18 posizioni, 62esima 2017) così come altre città dell’Europa Occidentale sono scese nel ranking, a causa principalmente dell’indebolimento dell’euro. Vienna (78) scende di 24 posizioni, ma anche le città tedesche Monaco (98), Francoforte (117), e Berlino (120) hanno perso posizioni in maniera significativa così come Dusseldorf (122) e Amburgo (125).

LE CITTÀ PIÙ COSTOSE DEL MONDO PER GLI EXPAT

La città in assoluto con il più alto costo della vita per gli espatriati è Luanda (1), capitale dell’Angola che, ancora una volta, si conferma sul podio del costo della vita per gli expat, poiché i beni di importazione sono accessibili solo ad un prezzo elevato. Al contrario, le città meno care al mondo per gli espatriati sono Tunisi (209), Bishkek (208), e Skopje (206) rispettivamente in Tunisia, Kyrgyzstan e Macedonia.

Rank 2015 Rank 2016 Rank 2017 Città Paese
1 2 1 LUANDA Angola
2 1 2 HONG KONG Hong Kong
11 5 3 TOKYO Japan
3 3 4 ZURIGO Switzerland
4 4 5 SINGAPORE Singapore
8 15 6 SEUL South Korea
5 8 7 GINEVRA Switzerland
6 7 8 SHANGHAI China
16 11 9 NEW YORK USA
9 13 10 BERNA Switzerland
7 10 11 PECHINO China
27 30 12 TIANJIN China
14 12 13 SHENZHEN China
17 16 14 VICTORIA Seychelles
50 67 14 MOSCA Russia
10 9 16 NDJAMENA Chad
18 19 17 TEL AVIV Israel
13 6 18 KINSHASA Dem. Rep. Congo
15 18 19 GUANGZHOU China
23 21 20 DUBAI United Arab Emirates

Le città degli Stati Uniti sono le più costose tra quelle del continente americano con New York City (9) cresciuta di 2 posizioni nel ranking rispetto allo scorso anno. Il tema delle fluttuazioni valutarie ha impattato pesantemente sulle variazioni più significative tra la classifica 2017 e quella dello scorso anno. In Sud America, le città Brasiliane San Paolo (27) e Rio de Janeiro (56) sono salite rispettivamente di 101 e 100 posizioni, a seguito del rafforzamento valutario del real brasiliano nei confronti del dollaro. Caracas in Venezuela è stata esclusa dalla classifica a seguito della complessa situazione economica, oltre che valutaria.

Tel Aviv (17), guadagnando 2 posizioni rispetto allo scorso anno, si è confermata come la città più costosa per gli espatriati del Medio Oriente, seguita da Dubai (20), Abu Dhabi (23), e Riyadh (52). Il Cairo (183) è la città meno costosa della regione nord-africana precipitando di 92 posizioni rispetto al 2016, a seguito della svalutazione della valuta locale, in conseguenza della scelta politica presa dalla nazione egiziana di consentire fluttuazioni valutarie libere in cambio di un prestito internazionale.

Nell’area del far-east, il rafforzamento dello yen giapponese unito agli alti costi dei beni di consumo tipici degli espatriati ed alla dinamica del mercato immobiliare ha spinto verso l’alto della classifica le città giapponesi, mentre la maggioranza delle città Cinesi è scesa nel ranking a seguito dell’indebolimento dello yuan cinese verso il dollaro US. La città più popolosa dell’India, Mumbai (57), si è rilevata anche la più costosa per gli expatriate: è cresciuta di 25 posizioni nella classifica in conseguenza della rapida crescita economica, dell’inflazione del paniere di beni e servizi e della valuta stabile verso il dollaro americano.

Le città australiane hanno esperito un’ulteriore crescita nella classifica mondiale come conseguenza dell’apprezzamento del dollaro australiano. Sydney (25) ha guadagnato 17 posizioni nel ranking, così come Melbourne (46) e Perth (50) sono cresciute rispettivamente di 25 e 19 posizioni.

I CONTI DELLE MULTINAZIONALI TASCABILI

«Mentre storicamente la mobilità, il talent management e la leva retributiva sono stati gestiti in maniera indipendente tra di loro, notiamo ora come le aziende stiano utilizzando un approccio integrato per migliorare la loro strategia in termini di mobilità internazionale» aggiunge Luca Baroldi, Reward & Information Solutions Business Leader Mercer Italia. «Per raggiungere questo obiettivo devono essere in grado di monitorare e bilanciare il costo dei loro programmi di Global Mobility valutando l'impatto delle fluttuazioni valutarie e dell'inflazione, garantendo nel contempo ai propri manager e professional pacchetti retributivi competitivi».

Secondo Baroldi, la fase di progettazione delle politiche retributive e di costruzione dei pacchetti di espatrio è particolarmente importante per quelle realtà, come le “multinazionali tascabili” cha hanno da poco implementato programmi di mobilità internazionale. «E’ fondamentale che queste aziende abbiano a disposizione dati accurati e trasparenti così da valutare come retribuire le proprie risorse in maniera equa e competitiva, in linea con le richieste di mercato ed a partire da assunti precisi e consistenti».