Coronavirus, Fase 2: le regole per le aziende

Secondo l'Inail, i datori di lavoro dovranno predisporre termoscanner all'ingresso delle aziende (foto Getty Images)

Termoscanner all’ingresso delle aziende, per valutare la temperatura corporea dei dipendenti, riposizionamento delle postazioni e, eventualmente, installazione di barriere divisorie; scoraggiare il più possibile le riunioni in presenza e favorire il telelavoro, garantendo inoltre assistenza per le famiglie che devono accudire i figli. Sono alcune delle linee guida per le aziende presenti all’interno del rapporto Inail, un documento di oltre 20 pagine sul tavolo dei Consiglio dei ministri, che in questi giorni è al lavoro per la cosiddetta Fase 2.
Gestire al meglio la delicata e graduale fase di riapertura dopo l’emergenza coronavirus - ancora in corso - sarà essenziale per far riprendere al più presto l’economia del nostro Paese, evitando al contempo la nascita di nuovi focolai. L’obiettivo, come dichiarato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è di procedere dal prossimo 4 maggio alla riapertura di attività produttive e negozi, anche con date e modi diversi a seconda delle regioni. La riapertura dovrebbe dare possibilità anche ai cittadini di poter uscire dalle proprie case, seguendo alcune linee guida, ma senza gli ormai conosciuti comprovati motivi di necessità.

Spazi, modalità e orari di lavoro: le indicazioni Inail per le aziende
Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione

Nel documento Inail presente al link qui sopra, messo a disposizione da Il Sole 24 Ore , si raccomanda per gli ambienti dove lavorano più persone contemporaneamente il riposizionamento delle postazioni e l’introduzione delle barriere separatorie. Per gli spazi comuni, invece, deve essere prevista una ventilazione continua degli ambienti e una turnazione nella fruizione, nonché una tempo ridotto di permanenza all’interno degli stessi oltre, ovviamente, a un adeguato distanziamento tra persone. Consentito l’accesso di fornitori esterni, ma dovrà avvenire “secondo modalità, percorsi e tempistiche ben definite dall’azienda; per le attività di carico e scarico si dovrà rispettare il distanziamento”. Da limitare gli spostamenti all’interno dell’azienda. Oltre ai già citati termoscanner all’ingresso (in caso di temperatura superiore a 37,5, il lavoratore dovrà essere rimandato a casa) per l’ingresso e l'uscita dei lavoratori dovrebbero essere favoriti orari scaglionati, mentre sono da scoraggiare le riunioni in presenza (favorire, dove possibile, il collegamento a distanza). Da favorire lo smart working, mentre andranno limitate le necessità di trasferte. I lavoratori a distanza dovranno essere incoraggiati a fare pause regolari e l’azienda dovrà tenere conto di quei dipendenti che contestualmente hanno necessità di accudire i figli».
Nelle aziende dovranno poi essere affissi poster e locandine sulle misure di igiene personale e l’azienda dovrà metterà a disposizione idonei mezzi detergenti per una raccomandata frequente pulizia delle mani. Andrà garantita la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni nonché la sanificazione periodica.