Emma Marcegaglia © GettyImages

Emma Marcegaglia

Guardare alla posizione di Federmeccanica (contratti aziendali al posto di un contratto di lavoro collettivo) andando oltre il settore dei metalmeccanici in vista dell’accordo 2009 sulla riforma del modello contrattuale. È una delle possibilità “da valutare” indicate del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La possibilità di scegliere se applicare il contratto aziendale o il contratto nazionale potrebbe essere quindi essere estesa anche ad altri settori. “Stiamo valutando – ammette la Marcegaglia - è possibile, ci ragioneremo anche con i sindacati”. Il presidente di Confindustria difende la proposta di Federmeccanica che “non uccide” la riforma del contratto. Sotto la spinta degli accordi separati tra Fiat e sindacati “è arrivata una proposta immediata e tempestiva di modernizzazione. La strada - spiega il numero uno di Viale dell'Astronomia - può essere proprio quella che propone Federmeccanica”. Confindustria sarà così “al fianco” della federazione delle industrie meccaniche ma, indica Emma Marcegaglia, “di fronte ad un argomento di questa portata”, avrà un ruolo diretto nel confronto sia pur con l'attenzione “ad evitare invasioni di campo”. Sul tema delle nuove regole sulla rappresentanza, positiva la proposta della Cgil di riavviare il dialogo, “è dal 2004 che aspettiamo una proposta dai sindacati” afferma la Marcegaglia che però è contraria a nuove regole per legge. “Ci deve essere un accordo tra le parti".

Proposta Federmeccanica, il commento di Tiziano Treu
Sulla proposta di Federmeccanica è intervenuto anche il vicepresidente della commissione Lavoro al Senato, Tiziano Treu, che dalle pagine de il Sole 24 Ore giudica l’iniziativa “quanto meno intempestiva. Gli effetti rischiano di essere destabilizzanti per il nuovo sistema contrattuale che si basa su due livelli, consentendo alle imprese attraverso le deroghe di rispondere alle esigenze di flessibilità e di innovazione nell'organizzazione del lavoro”. Per Treu la mossa di Fiat è l’eccezione, non la regola. “Quella di Marchionne è una scossa salutare – afferma l'esponente del Pd - ma a Pomigliano così come a Mirafiori sono state introdotte le deroghe dalla Fiat, ratificate dai sindacati, proprio seguendo le indicazioni del nuovo modello contrattuale. Marchionne ha usato le deroghe previste per gli accordi aziendali, mentre la proposta di Federmeccanica rischia di far saltare in aria il nuovo modello contrattuale. Invece di sfasciare il sistema – conclude - utilizziamolo fino in fondo e stabiliamo nuove regole sulla rappresentanza”.

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Proposta Federmeccanica, il commento di Maurizio Castro
“Il primato aziendale o territoriale sarà la conseguenza virtuosa degli accordi in Fiat, accordi che hanno fatto fare un salto di qualità alle relazioni industriali. D'ora in avanti la concertazione aziendale sarà vista come elemento di competitività e non più come freno allo sviluppo”. E’ il commento sul tema da parte del senatore Pdl, Maurizio Castro. “Se il contratto nazionale si limitasse a contenuti minimi comuni per tutti – spiega a il Sole 24 Ore - dai minimi salariali alle garanzie civili e le tutele sui luoghi di lavoro, si aprirebbe un vero e proprio giacimento di risorse e capacità produttive che possono essere liberate per aumentare la competitività delle aziende, lo sfruttamento degli impianti e gli stessi salari. Il contratto aziendale o territoriale deve diventare il primo contratto, equiordinato a quello nazionale ma prioritario in un contesto di relazioni industriali davvero orientato alla condivisione di obiettivi di produttività”.

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