Jack (attore e comico) e Michael Whitehall (produttore) Tv, padre e figlio autori del libro Him & Me sul rapporto padre-figlio.

Consigli sul lavoro da mamma e papa? Sarebbero ben accetti da molti figli in carriera. Sì, perché, anche se spesso non sono consapevoli del valore delle proprie conoscenze, i genitori possono dare consigli davvero importanti anche nell’ambito lavorativo. È quanto emerge da una ricerca globale appena pubblicata da Linkedin alla vigilia della terza edizione del Bring in Your Parents Day (#BIYP), manifestazione a livello globale prevista per il 5 novembre, in occasione della quale i professionisti di tutto il mondo inviteranno i genitori sul posto di lavoro per permettere loro di conoscere da vicino la realtà lavorativa dei figli.

CHI VUOLE I GENITORI AL LAVORO? In base ai risultati della ricerca, condotta su 20.176 adulti (15.227 lavoratori e 11.492 genitori) di 17 Paesi, per la maggior parte degli intervistati (il 30% in Italia e il 69% a livello globale), i consigli lavorativi vengono meno una volta ottenuto il primo lavoro. Nel 21% dei casi in Italia e nel 64% a livello globale i professionisti avrebbero gradito ulteriori consigli utili da parte dei genitori su questioni specifiche nel corso della propria carriera. Il 40% degli intervistati (i Italia il 25%) si sono invece sentiti poco consigliati dai genitori nell’affrontare scelte importanti nelle proprie carriere.

IN ITALIA I PIÙ DISCRETI. Se da una parte ai genitori non mancano potenziali consigli da offrire, dall’altra (48% dato italiano e 45% dato globale) la maggior parte di essi spesso ha una sua opinione, ma si astiene dal manifestarla. Questo si verifica perché i genitori: ritengono che i figli debbano assumersi da adulti la responsabilità delle loro decisioni (48% dato italiano e 60% dato globale), non vogliono interferire (40% dato italiano e 31% dato globale) e temono che i figli potrebbero infastidirsi o offendersi (30% dato italiano e 23% dato globale). Inoltre, più della metà di essi (55% dato golbale) ammette di non essere molto informato sul lavoro che i figli fanno per vivere. Mentre in Italia solo il 3% di essi non si sente informato sul lavoro dei figli. Dal confronto tra i dati internazionali e quelli italiani, quindi, emerge in generale che i genitori italiani sono davvero più ‘preparati’ e più attenti a lasciare gli spazi ai propri figli lavoratori rispetto alla media globale.

E tu che genitori hai? 

CONSIGLI, SENZA INTERFERIRE. “I genitori sanno di essere uno dei fattori più importanti nel plasmare l’educazione dei figli”, spiega Alexandra Beauregard, esperta della London School of Economics in tema di influenza della famiglia sul luogo di lavoro. “Tuttavia, il loro input in genere si affievolisce una volta che i figli entrano a far parte della forza lavoro a tempo pieno. Uno dei motivi principali consiste nel fatto che ai genitori sembra di non sapere più quello che fanno i loro figli. L’iniziativa Bring in Your Parents Day è un’ottima opportunità per i genitori per capire di cosa si occupano i figli e per rendersi conto dei suggerimenti che sono ancora in grado di offrire loro, senza interferire”.

L’ANNO DEI “GENITORI FARO”. La ricerca commissionata da LinkedIn mette in evidenza un nuovo stile di genitorialità che i figli si aspettano dai propri padri e dalle proprie madri, i quali vengono identificati come genitori faro che dovrebbero rappresentare un elemento di incoraggiamento e supporto, senza essere troppo invadenti e allo stesso tempo senza tirarsi troppo indietro. La nuova definizione di genitorialità faro va ad aggiungersi ad altri stili di genitorialità già conosciuti e che potete trovare in questa gallery.
Al Bring in Your Parents Day 2014 hanno partecipato 25 mila persone e quest’anno si sono già registrate aziende del calibro di Samsung e Doro. Genitori, professionisti e aziende possono trovare tutte le informazioni per partecipare all’evento all’indirizzo biyp.linkedin.com.