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Sono 881 mila, ma è come se fossero più di un milione perché lavorano molto più dei professionisti “regolari”. È l’esercito dei lavoratori abusivi – tra parrucchieri ed estetiste, imbianchini e muratori, trasportatori, idraulici ed elettricisti – che, secondo un recente rapporto di Confartigianato, toglie al fisco italiano ben 11,78 miliardi di euro.
Secondo l’indagine, riportata in esclusiva da La Stampa , tra i lavoratori autonomi un occupato su sette è in nero. Se poi si allarga lo sguardo al totale dell’economia il conto degli irregolari, calcolando anche i 2.204.000 lavoratori dipendenti a loro volta “in nero”, sale a quota 3 milioni e 85 mila, con un tasso complessivo di irregolarità del 12,4%. Secondo Confartigianato l’importo evaso dagli abusivi, in media 14.209 euro a testa all’anno, rappresenta lo 0,7 del Pil.

Un negozio su due evade il fisco. Accanto al problema dei lavoratori abusivi c’è quello dell’evasione nei negozi. Secondo un’indagine dell’agenzia Adnkronos più di un negozio su due (55%) in Italia non rilascia scontrini o lo fa in modo irregolare. Il fenomeno, misurato attraverso la collaborazione di diverse associazioni di categoria, raggiunge punte sbalorditive a Napoli (83%), mentre a Genova solo il 18% è irregolare; a Milano, Roma e Palermo le percentuali oscillano tra il 45 e il 50%.