Come i social cambieranno la burocrazia

I social cambieranno la burocrazia. La promessa arriva dal gruppo di lavoro #pasocial, formato da comunicatori e giornalisti del governo che punta a sviluppare la nuova comunicazione pubblica, sia a livello centrale che sui territori. Il lavoro, che coinvolge la pubblica amministrazione centrale e locale, aziende pubbliche e aziende dei social, si sviluppa con appuntamenti di divulgazione, confronto e formazione e con la nascita di nuovi account e profili del settore pubblico.

I risultati si possono presagire dal libro PA Social. Viaggio nell'Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione di Francesco Di Costanzo. Nel volume si legge che il 60% degli italiani i social network sono importanti strumenti di utilità e sono, e lo saranno sempre di più in futuro, un’importante occasione anche per il mondo del lavoro: sei italiani su dieci considerano le piattaforme di nuova comunicazione professionalmente importanti (social ma anche chat come WhatsApp e Telegram) e un po' a sorpresa sono gli italiani dai 55 anni in su a pensare che i social network rappresenteranno sempre di più un'occasione di lavoro.

Gli italiani chiedono alla Pubblica amministrazione, ma anche alle aziende private, di usare di più i social network e soprattutto vogliono poter partecipare maggiormente e avere un dialogo diretto: informazioni in tempo reale (91%), avere la possibilità di segnalare disservizi e problematiche (90%), trovare informazioni su prodotti e promozione del territorio (89%), poter proporre eventi e nuove iniziative (89%). In molti considerano i social network strumenti utili: nella pubblica amministrazione per avere un rapporto migliore con i cittadini (63%), nelle aziende per migliorare i propri servizi (77%) e incrementare il fatturato (73%), sia per il settore pubblico che per quello privato sono un valore aggiunto per trovare lavoro (71%). Quanto i cittadini credono affidabili le informazioni fornite sui social network da PA e aziende? Per il 56% degli italiani sono molto/abbastanza affidabili le notizie che arrivano dalle aziende, si scende al 48% per quanto riguarda la pubblica amministrazione. I dati dimostrano come resti forte ancora la diffidenza dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione e che proprio strumenti di apertura e vicinanza come i social network siano considerati positivi per un nuovo rapporto con la cittadinanza.

«I cittadini indicano la strada, il servizio pubblico deve esserlo anche dal punto di vista della comunicazione», spiega all'Ansa l'autore del libro, Francesco Di Costanzo, «i social offrono un'opportunità straordinaria, una rivoluzione già in corso. Da queste semplici considerazioni è partito il percorso #pasocial, un'idea che abbiamo condiviso con numerosi comunicatori del Governo, ma anche con enti e aziende pubbliche del territorio e aziende dei social. Nel libro raccontiamo un lavoro e un viaggio che significa tante cose: lavoro, innovazione, nuovi servizi e linguaggi a disposizione dei cittadini. Il percorso va avanti, la PA sta cambiando e come comunicatori cerchiamo di dare il nostro contributo perché sia sempre più a portata di smartphone. I social sono ormai strumenti di utilità, di servizio pubblico, fonte di lavoro e di un nuovo rapporto tra Pa e cittadini».