Intelligenza Artificiale bocciata dai candidati in cerca di lavoro

Intelligenza artificiale e robot spaventano i lavoratori, ma solo fino a un certo punto. Che la tecnologia trasformerà sempre più le aziende e il modo di lavorare è un fatto ormai certo, ma che finirà con il sostituire completamente le persone in tutte le loro mansioni sono rimasti in pochi a crederlo. In particolare, sembra che i processi tecnologici non potranno fare la parte da leoni nella selezione dei candidati per un posto di lavoro. La conferma arriva da un sondaggio condotto da Monster.it, la multinazionale del recruiting online, secondo cui l’elemento umano “vince” la sfida contro gli algoritmi. Alla domanda «L’intelligenza artificiale finirà col sostituire l’elemento umano del processo di selezione?», infatti, ben il 45% dei partecipanti ha scelto la risposta più conservatrice, tra le quattro possibili: «Assolutamente no, un robot non potrà mai valutare una persona meglio di un essere umano». Solo il 26% delle persone interpellate crede che il futuro delle risorse umane sarà sempre più dominato da robot recruiter.

L’intelligenza artificiale può essere un aiuto, ma nulla di più

Eppure, quasi un terzo dei soggetti intervistati vede di buon occhio l’innovazione tecnologica. Purché non sia eccessiva. La maggior parte delle persone considera l’intelligenza artificiale un aiuto nelle prime fasi di contatto tra candidati e aziende, per una valutazione dei curriculum e una scrematura generale. Poi, però, questo strumento rischia di diventare un ostacolo: sono solo le persone, con la loro sensibilità e le loro capacità, infatti, a poter giudicare correttamente i candidati. Solo il 6% dei partecipanti si fida ciecamente dei robot tanto da avere risposto «Sì, gli algoritmi saranno talmente precisi e attendibili da poter sostituire gli umani».
“La maggioranza di chi cerca lavoro dimostra insomma di pensarla come la maggioranza di chi il lavoro lo offre. L’idea che l’intelligenza artificiale sia in futuro di sempre maggiore aiuto alle divisioni HR, senza per questo sostituirsi all’uomo nei processi che implichino sensibilità squisitamente umane, come la selezione e il recruiting, domina il pensiero comune nel mondo del lavoro e costituisce tra l’altro anche la conclusione di quasi ogni dibattito sul tema “Intelligenza artificiale VS intelligenza vera e propria” ha commentato Nicola Rossi, Country Manager di Monster Italia.