La Porsche 911 Turbo, una delle varianti dello storico modello che ha ispirato la cifra di 9.111 euro di bonus per i dipendenti Porsche

Porsche assegna ai suoi lavoratori un bonus da 9.111 euro come premio per i risultati raggiunti nel 2016. L'assegno sarà destinato a tutti i 21 mila dipendenti della casa tedesca, dagli ingegneri al personale delle pulizie, che l'anno scorso ha registrato un +14% di utile a 2,9 miliardi di euro. Anche l'anno scorso i lavoratori avevano ricevuto un cospicuo bonus che faceva riferimento a un altro storico modello del gruppo: 8.911 euro. Il bonus si compone di due parti, 8.411 euro in contanti e 700 di contributo straordinario alle pensioni.

Si tratta di cifre importanti soprattutto per le fasce di lavoratori più deboli che possono festeggiare un premio per proporzioni di stipendio simile a quello di un manager. Certo, è merito del sistema tedesco che prevede una presenza virtuosa dei sindacati nell'organizzazione aziendale, ma sono sempre di più le aziende anche italiane che puntano su questo tipo di premi per alzare la produttività e aiutare davvero i lavoratori. E non si tratta di iniziative di welfare come quella del gruppo Brazzale per i nuovi nati, ma di veri premi di risultato.

«L'accordo ci ha consentito di dare incrementi salari oltre il tasso d'inflazione, i classici incrementi salariali in paga base collegati all'inflazione avrebbero lasciato a bocca asciutta i lavoratori, dando praticamente aumenti annui lordi non superiori a 112 euro (inflazione 2016 è pari 0,5%)», ricordava Fca poche settimane fa annunciando bonus medi da 1.320 euro per i dipendenti di tutte le aziende del gruppo. Ancora meglio di Porsche era andata ai dipendenti Ferrari nel 2015: 9.355 euro di premi complessivi. Anche Ikea ha ricompensato i suoi lavoratori - di tutti i livelli - con 899 euro ciascuno, ma in questo caso destinati al fondo di pensione integrativa. E c'è ancora in Italia chi pensa che la contrattazione di secondo livello sia un male.