I sindacati non possono che dirsi soddisfatti per il nuovo accordo integrativo raggiunto con il Gruppo Barilla. L’intesa, valida per il triennio 2014-2016, prevede infatti un premio di produzione di 2.600 euro l’anno, contro il precedente bonus di 2.400 euro, e il raddoppio dello smart working, meglio noto come telelavoro.

Con questo termine si indica la possibilità per i dipendenti di lavorare da casa: le ore concesse diventano 64 al mese, contro le precedenti 32. Possono usufruirne chi è sposato e ha un figlio al di sotto di un anno, chi ha un familiare malato, oppure coloro che devono sottoporsi a delle cure mediche particolari.

E ancora: aumentano i giorni di congedo e per i lavoratori impegnati nel ciclo continuo durante la Pasqua saranno concesse otto ore di permessi retribuiti. Infine, la pulizia dei camici e delle tute verrà assolta dalla stessa azienda.

«L’accordo, scaduto da dieci mesi, ha spunti molto innovativi», commenta Mauro Macchiesi, segretario nazionale della Flai Cgil. «La fornitura gratuita, ai lavoratori degli stabilimenti, degli abiti da lavoro puliti è un chiaro investimento in qualità: fa risparmare circa 350 euro l’anno a circa 2 mila operai e permette di garantire la massima igienicità in tutte le fase di lavorazione dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole».