Calano del 12,7% rispetto al 2016 le attivazioni di contratti a tempo indeterminato nei primi due mesi del 2017. Lo dice l'Inps nel suo Osservatorio sul precariato . Il salto resta comunque in attivo di 18 mila unità a fronte delle oltre 240 mila cessazioni. In aumento del 30% anche i licenziamenti disciplinari, che sono stati 5.347 rispetto ai 4.111 del 2016: un altro effetto positivo - per le aziende - del Jobs Act.

Sui dati del lavoro, però, nel settore privato, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +211 mila, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+182.000) e inferiore a quello osservato nel 2015 (+244 mila). Il saldo annualizzato (negli ultimi dodici mesi) risulta positivo e pari a +352 mila. Crescono contratti a tempo indeterminato (+33 mila), dei contratti di apprendistato (+35 mila) e dei contratti a tempo determinato (+284 mila inclusi i contratti stagionali). Insomma, qualcosa si muove nonostante la frenata generale.

E non è tutto. Dal 2011 al 2015 il numero dei lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata dell'Inps è calato di 311.000 unità (-17,8%). La riforma Fornero e gli sgravi hanno reso più conveniente per le aziende la "regolarizzazione". A crollare sono stati in particolare i collaboratori (-24,1%), passati da 1.464.740 a 1.111.684.