Arriva da Prato un innovativo strumento per salvaguardare il potere di acquisto dei lavoratori impiegati nelle pmi che, occupati in piccole realtà, non hanno accesso a welfare di tipo aziendale. Si chiama WelfarePmi ed è una sorta di welfare di distretto. L’idea alla base è quella, già collaudata, di utilizzare una “massa critica” di domanda per ottenere beni o servizi a condizioni più vantaggiose. Ma è del tutto originale la sua applicazione, a una realtà specifica come il distretto industriale, quello pratese nel caso specifico.

L’accordo, sottoscritto tra l’Unione Industriale Pratese-Confindustria Prato, Cgil, Cisl e Uil e i rispettivi sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec, consente di realizzare convenzioni per beni e servizi da proporre ai dipendenti delle imprese del distretto che decideranno di aderire al progetto. Ampie e svariate le tipologie di convenzione: fra le altre, grande distribuzione, strutture sanitarie, cura della persona, libri scolastici, corsi di formazione, assistenza domiciliare ad anziani e ammalati, rette degli asili, attività ricreative e sportive, viaggi. In tempi di consumi ridotti, un bacino potenziale di 10 mila dipendenti dell’industria pratese, molti dei quali ovviamente con famiglia, rappresenta una mole importante di consumatori, che le convenzioni orientano verso fornitori del territorio.