industria 40 competenze digitali

La forza lavoro italiana è composta in buona parte da incompetenti digitali. Utilizzo di software, digitalizzazione dei processi, organizzazione flessibile: sono queste e molte altre le componenti dell'Industria 4.0 destinate a cambiare il mondo del lavoro nelle aziende. Ma la rivoluzione in Italia parte al rallentatore a causa della mancanza di capitale umano all'altezza

All'industria 4.0 italiana manca il capitale umano

Lo certifica i dati Istat che evidenziano il gap digitale dei dipendenti tricolori: in Italia la percentuale di forze lavoro con competenze digitali elevate è considerevolmente inferiore (il 23%) rispetto alla media Ue del 32%. Tra i 5 maggiori Paesi europei, siamo ovviamente all'ultimo posto. Stesso andazzo nei dati del World Economic Forum sul ritardo nel capitale umano: siamo 35esimi al mondo su 130 Paesi e diventiamo addirittura il 103esimo per i tassi di attività nella fascia d’età 25-54 anni.

In un quadro del genere, la formazione permanente rappresenta una scelta obbligata per lavoratori e imprese: «Non solo l’offerta universitaria dovrà innovarsi», spiega al Sole 24 ore  Roberto Pessi, professore di diritto del lavoro alla Luiss di Roma. Ma serve anche che le scuole superiori migliorino la propria didattica, valorizzando soprattutto gli istituti tecnici e professionali». Sarà questo l'unico modo per arrivare preparati all'automatizzazione «per almeno il 30%» del 60% delle professioni (prevista da  Ambrosetti, University2 Business, Osservatori Digital Innovation 2017 ).

Per non rimanere a spasso bisogna cogliere il treno dell'innovazione, che vuol dire puntare sui settori dell'alta tecnologia, life science e ricerca scientifica che creeranno nei prossimi anni almeno un milione di posti di lavoro. Tra le professioni più richieste ci saranno analisti e progettisti di software; esperti nei servizi sanitari e sociali, tecnici della gestione finanziaria; esperti nei rapporti con il mercato.