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I 2.251 esuberi sono «una condizione necessaria per avere un’azienda con una dimensione efficiente e competitiva». Così l’a.d. di Alitalia, Gabriele Del Torchio dopo l’incontro, durato tre ore e mezzo, con i sindacati per la trattativa sul piano industriale che Etihad ha per la compagnia aerea italiana.

Un incontro che, già appare chiaro, sarà il primo di una lunga serie. Il prossimo appuntamento con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl è fissato per lunedì 16 giugno. L’obiettivo è dirimere una situazione «tesa e complicata» come l’hanno definita i sindacati.

Naturalmente le parti sono ancora lontane. Se i sindacati dicono all’unisono che «non accettano aut aut, anche se bisogna arrivare a una soluzione che tuteli l’occupazione», Del Torchio sa che la trattativa si muove in un «clima preoccupato per quello che deve avvenire». Incombe, intanto, la deadline del 15 luglio indicata ieri dal ministro delle Infratrustrutture e Trasporti Maurizio Lupi per arrivare a una soluzione che salvaguardi l’occupazione della compagnia.