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Starbucks, sinonimo di caffè in tutto il mondo (Italia a parte), lo ha annunciato di recente: pagherà per i suoi dipendenti che vorranno seguire i corsi universitari on line della Arizona State University. Il programma, chiamato Starbucks College Achievement Plan, è a disposizione di tutti i 135 mila impiegati che lavorano almeno 20 ore a settimana, purché ovviamente ottengano al test d’ingresso il punteggio minimo richiesto dall’università. In aggiunta al pagamento della retta, il programma si impegna anche a provvedere un servizio di guida al mondo accademico e di assistenza sul fronte della documentazione. Ma, almeno negli Stati Uniti, Starbucks non è l’unica azienda disposta a staccare un bell’assegno per la formazione dei suoi dipendenti. Ecco altri esempi.

Apple: offre un rimborso fino a 5 mila dollari.

At&t: paga fino a 5.250 dollari l’anno, si può raggiungere un massimo totale di 20 mila per i corsi base e 25 mila per i diplomi di specializzazione.

Bank of America: prevede un risarcimento fino a 5.250 dollari per frequentare corsi o per completare un corso di laurea, purché vertano su temi legati al lavoro svolto.

Boeing: qui il rimborso per gli studi arriva “solo” a 3 mila dollari.

Disney: la casa di Topolino offre fino a 700 dollari per ogni credito universitario, un rimborso completo delle spese per i libri e fino a 100 dollari a corso per coprire i costi dei materiali necessari.

Ford: anche qui la cifra annuale può arrivare a 5 mila dollari affinché si possano seguire corsi che vanno dalla laurea di primo grado al Ph.D.

Procter&Gamble: si può arrivare all’80% delle tasse universitarie, ma con tetto complessivo di 40 mila dollari.

Ups: l’assitenza universitaria interessa sia i dipendenti full time che part time. Il programma è partito nel 1999 e da allora sono stati investiti 187 milioni di dollari per circa 113 mila studenti.