Di qui a marzo 1,2 milioni di assunzioni. Ma 1 profilo su 3 è introvabile

Sono notizie agrodolci quelle che arrivano dal mercato del lavoro. Rispetto all’anno scorso, infatti, diminuiscono le assunzioni e crescono le difficoltà di reperimento, ma la situazione rimane comunque abbastanza positiva. Le previsioni dicono che di qui a fine marzo le imprese italiane faranno oltre 1,2 milioni di nuove assunzioni (442mila i contratti programmati entro fine gennaio). È vero: si tratta di 49.510 di nuovi assunti in meno rispetto a gennaio 2018 e di 58.620 in meno rispetto al trimestre gennaio-marzo 2018. Tuttavia, il numero resta abbastanza elevato. Peccato che non tutti i posti vacanti potranno essere assegnati: l’offerta, infatti, non è in grado di soddisfare la domanda. Il 31% dei profili è introvabile per le aziende, rispetto al 25% di gennaio 2018. Per quali ragioni? Perché oggi servono sempre più figure specializzate, che al momento scarseggiano.

I settori in cui le nuove assunzioni saranno più numerose

Il profilo più introvabile dalle imprese italiane? Quello del fabbro: le nuove assunzioni previste a gennaio sono circa 7mila. Peccato che i fabbri esistenti siano il 58,3% di quelli necessari. Scarseggiano poi gli specialisti in scienze gestionali, seguiti da commerciali e bancari (oltre 6mila assunzioni a gennaio e 58,2% di introvabili) e dai saldatori (oltre 9mila assunzioni, con una difficoltà di reperimento del 57,4%). Difficili anche le ricerche di specialisti in campo scientifico (con circa 2.600 entrate di difficile reperimento su quasi 4.700 ingressi previsti) e di tecnici in campo ingegneristico (con circa 3.500 entrate di difficile reperimento su 6.700 ingressi previsti).
I settori più in salute? Innanzitutto, tutta la filiera del turismo, che fa segnare un +8,6% rispetto alle entrate programmate nello stesso trimestre del 2018. Seguono la metallurgia (+5,2%), la meccatronica (+4,4%) e la chimica - farmaceutica (+2,7%).