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Quartiere Tribeca a New York, 153 di Franklyn street: l'ingresso della villa dove Strauss-Kahn sconta gli arresti domiciliari

Da una piccola cella in isolamento nel carcere di Rikers Island (New York) a un lussuoso loft da 630 metri quadri al 153 di Franklyn street, nel rinomato quartiere Tribeca. L’accusa rimane sempre pesante, ma Dominique Strauss-Kahn se la passa certo un po’ meglio di quando è stato arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una cameriera d’albergo. Da poche ore, infatti, l’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale si trova agli arresti domiciliari in una casa da 14 milioni di dollari con quattro camere da letto, quattro bagni e dotata di tutti i comfort: palestra, Jacuzzi, ampio terrazzo, salotti ultramoderni e addirittura un piccolo cinema. Il tutto per 50 mila dollari al mese pagati direttamente da ‘Dsk’.
L'ex direttore del Fmi è sotto sorveglianza 24 ore al giorno, ma può uscire per andare in sinagoga, dal medico o dai suoi avvocati. Ogni volta, però, dovrà avvisare la polizia con sei ore d'anticipo e rispettare un 'coprifuoco’ dalle 22 alle 6. Potrà poi ricevere familiari e amici (ma non più di quattro alla volta) e i suoi legali tutte le volte che vuole.
La notizia ha fatto il giro del mondo e a New York (ma non solo) divampano le polemiche. È giusto che un accusato di stupro – non ancora colpevole, almeno agli occhi della legge – possa alloggiare in tali comodità? Guardate le foto e giudicate.

Photogallery, le pene di Dominique Strauss-Kahn