Giulio Tremonti, Sergio Marchionne

Le polemiche sui presunti guadagni di Sergio Marchionne tiene banco ormai da tempo. In un recente articolo sul Corriere della Sera , Massimo Mucchetti ha calcolato che tra opzioni e titoli gratuiti i compensi del leader Fiat arrivano a 38,8 milioni l'anno. In 79 mesi al vertice del Lingotto, il manager italo canadese avrebbe totalizzato 255,5 milioni di euro. “Se le cifre corrispondono a verità – aveva scritto Mucchetti - il buon Marchionne guadagna ogni anno 1.037 volte il suo dipendente medio.
A tornare sull’argomento dei presunti super guadagni di Marchionne è Dagospia che, a pochi giorni dal voto di Mirafiori, parla “dell'Eroe dei due Mondi che ha la testa a Detroit, il cuore in Italia e la residenza in Svizzera”. La faccenda delle stock options e delle tasse pagate in Svizzera avrebbe “eccitato la curiosità di ambienti inaspettati”. Premesso che la Confederazione Elvetica è considerata da sempre un paradiso fiscale con aliquote Iva che arrivano fino al 7,6% (contro quella europea attorno al 20%), Dagospia spiega come il Cantone Zug (dove abita Marchionne), quello più privilegiato nella tassazione dei residenti rispetto agli altri 26 Cantoni svizzeri, "abbia destato anche una certa curiosità negli ambienti del ministero italiano delle Finanze e dell'Economia”.
Nessuna conferma su un presunto dossier di Giulio Tremonti nei riguardi dell’ad Fiat, ma il sito web sottolinea come “nei corridoi di via XX Settembre la voce corre insistente”. Un mezzo indizio sarebbe il “silenzio fragoroso dell'ex-tributarista di Sondrio” che, nonostante i numerosi commenti dal mondo economico e politico (leggi), “in nessun momento si è lasciato andare a una palpazione concupiscente dell'amministratore di Chrysler-Fiat”. Anche personaggi come Luca Cordero di Montezemolo e Cesare Romiti non hanno aperto bocca sulla ‘marchionizzazione’ dell'Italia, spiega Dagospia, “ma questa discrezione ha ragioni personali e sentimentali che si capiscono al volo. Adesso si tratta di capire invece se dietro la bocca cucita del ministro delle Finanze, già celebre per aver fatto pagare le tasse al campione delle due ruote Valentino Rossi, non si nasconda la voglia di preparare una polpetta fiscale al condottiero che secondo Riotta ‘con una spallata ha aperto la porta del presente (frase utilizzata dal direttore de il Sole 24 Ore in un editoriale post referendum di Mirafiori, ndr )”.